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27.07.2003 - "Un´estate tiepida per Extrafestival"
Con l´approssimarsi di agosto volge al termine la stagione dei concerti estivi ed è il momento di tirare le somme. A cominciare dal bilancio di Extrafestival, chiuso otto giorni fa dallo show dei Massive Attack. Un concerto tra i pochi ad aver richiamato pubblico in quantità. Male sono andati, per esempio, gli appuntamenti con il ministro-cantautore brasiliano Gilberto Gil e con il ballerino argentino Julio Bocca. In totale, nell´arco di 11 serate, gli spettatori paganti dell´ambiziosa rassegna sono stati circa 34 mila. Il bilancio non è in rosso, ma le bottiglie di champagne sono rimaste in frigo. E di sicuro, una volta ancora, la serie di spettacoli in cartellone non è stata percepita come un festival. Men che meno «extra».

Al danno si aggiunga la beffa: intimoriti dal rischio pioggia, gli organizzatori - Hiroshima Mon Amour e il tandem Metropolis/Radar - hanno optato per il Palastampa come sede della manifestazione. Proprio nell´anno della siccità! A volte il destino gioca la carta dell´ironia... Sull´errore commesso concordano tutti. A cominciare da Fiorenzo Alfieri, assessore comunale alla cultura: in quanto tale principale sponda istituzionale ed economica della manifestazione. «Premesso che siamo soddisfatti per il livello qualitativo dell´offerta, è evidente che la scelta del Palastampa è stata infelice - ammette senza reticenza alcuna - Solo la pioggia avrebbe giustificato quell´opzione: le condizioni atmosferiche l´hanno resa invece poco gradita al pubblico, che ha preferito frequentare gli spettacoli all´aperto, compresa l´opera lirica a Palazzo Reale. Perciò Extrafestival non è cresciuto». Morale: l´unica certezza è che nell´estate del 2004 staremo alla larga dal Palastampa. E già questa è una buona notizia.

Ma quel festival suo malgrado itinerante dove andrà a finire? «Un´ipotesi – dice Alfieri – è quella del Lingotto: ci sarebbe il vantaggio di poter utilizzare l´interno, ossia i padiglioni e gli auditori, ma anche l´esterno, allestendo un´area spettacoli nel parcheggio che si affaccia verso la ferrovia. E poi sarebbe una sede prestigiosa». Tra i promotori del festival c´è chi obietta tuttavia che la location rimarrebbe «urbana» - spazi al coperto o cementificati - e propone in alternativa la Certosa Reale di Collegno, attuale sede di Colonia Sonora. «Non ho ancora visto il posto, ma mi riprometto di farlo nei prossimi giorni», replica Alfieri. «E in ogni caso – aggiunge – si tratterebbe di soluzioni interlocutorie: l´idea che si sta facendo strada è di progettare il futuro del festival estivo nell´area di Piazza d´Armi, che include il Comunale ristrutturato e il Palaghiaccio, una struttura che, per come è stata progettata dall´architetto giapponese Arata Isozaki, si tramuterà dopo le Olimpiadi in un Palazzo del Divertimento capace di ospitare fino a 12 mila persone. Immaginiamo di portare là anche i grandi allestimenti dell´opera lirica».

Vada come deve andare, Collegno o il Lingotto nei prossimi due anni e poi Piazza d´Armi e dintorni, il problema del contenitore in un modo o nell´altro si risolverà. Ma i contenuti? «L´indicazione che ho dato agli attuali organizzatori di Extrafestival, che non considero comunque unici interlocutori sull´argomento, è che serve una svolta radicale. I festival veri, come per esempio Arezzo Wave, sono più compatti e concentrati in un arco di tempo più breve. La città di Torino ha bisogno di una manifestazione che abbia quelle caratteristiche e sia in grado di richiamare pubblico e attenzione su scala nazionale. Occorrono spettacoli importanti ed esclusivi raccolti in pochi giorni, tre o quattro, con un contorno di concerti e iniziative collaterali che si svolgano in contemporanea, in modo da creare quello che proprio su Repubblica avete chiamato "effetto festival"».

Ne prendiamo atto e lo incaselliamo nella sezione «promesse». Un dubbio, però, resta: come conciliare un Extrafestival nuova formula con la molteplicità di iniziative – dal Chicobum di Borgaro alla stessa Colonia Sonora - che insistono sul medesimo filone? «Se Extrafestival riuscirà a dimostrare di avere davvero un valore superiore, allineandosi ad altre "eccellenze" della città, non sarà più pensabile che vi siano manifestazioni direttamente concorrenti. Dovranno tenersi prima o, meglio ancora, dopo. Saranno rassegne di concerti, come già sono, dunque con altre caratteristiche rispetto al festival che stiamo cominciando a immaginare».

Alberto Campo

 
 
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