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19.11.2002 - L@bel, stile torinese nel mondo
Ecco The Labellers: più che una nuova tribù urbana, un nuovo modo di comunicare torinese. In realtà l´idea di creare il primo style magazine italiano made in Turin che, dalla loro città, venisse distribuito internazionalmente, questi otto amici la perseguono dal `97: Adesso, a 5 anni di distanza, L@bel, 35.000 copie di tiratura , 150.000 lettori, ce l´ha fatta e campeggia tra le riviste di tendenza di bookshop, librerie e concept store in giro per il mondo. «Anche negli Emirati Arabi, in Cina, Taiwan e Giappone». A elencare i paesi in cui suona "strano" esportare la torinesità è Luca Ballarini direttore creativo ed editoriale del magazine: 28 enne laureando in architettura Luca, da quei primi passi come direttore di rivista distribuita gratuitamente agli universitari, al prodotto patinato, bilingue, «firmato» da inserzionisti di moda e tendenza, di passi ne ha fatti parecchi. Siamo partiti in quattro e ci abbiamo creduto - prosegue. Finiti i fondi universitari , abbiamo tirato la cinghia per farcela ma la qualità del prodotto editoriale adesso è davvero buona. E´ dura. Ma se sei tra le 10 riviste sui tavoli degli art director, allora vuol dire che hai preso la strada giusta». «Il concetto di qualità è sempre stato indispensabile» puntualizza Roberto Clemente, art director di L@bel. «In un periodo di boom delle riviste di stile e tendenze, volevamo fare un prodotto che fosse "altro". Che avesse un´anima e che parlasse di noi». Lui, il veterano del gruppo, architetto 36enne come un monaco zen dichiara che "la goccia scava la pietra», a dire che la testardaggine di anni, paga. «Rivista che parla di arte, moda, architettura, design, musica e lifestyle , "Label" o "leibol" per quelli che la vogliono leggere all´inglese, con il suo significato di "etichetta" coincide con quella ricerca di stile internazionale che, grazie anche alle collaborazioni straniere, riusciamo a trasmettere». Ora, cresciuto il gruppo, affinate le professionalità, lo zoccolo duro continua comunque a essere il gruppo maschile di amici-colleghi cresciuto tra la facoltà di Architettura ed Economia con un solo outsider ingegnere ambientale. Come vi ponete nel panorama cittadino? «Siamo stati giudicati rivista universitaria prima, poi rivista di grafica, poi di tendenza, poi magazine di fighetti, adesso siamo all´identificazione più corretta: un magazine creativo, spiega Luca. "Devo aggiungere che, a sostenere l´operazione L@bel, c´è il nostro gruppo creativo Bellissimo che si occupa di strategia di comunicazione e che ha permesso al magazine di diventare il nostro biglietto da visita internazionale». Nel loro loft-studio industriale di via Regaldi, zona alle spalle del Cimitero monumentale, un ingrandimento dell´aeroporto di Francoforte campeggia alla parete. L´aeroporto è un po´ la loro carta d´identità: gli scambi, il movimento, i suggerimenti e le suggestioni dal mondo sono l´anima della rivista, lo spirito del gruppo e la sua ispirazione internazionale. «Dialoghiamo con gli style leader dal mondo ma amiamo Torino ed è qui che vogliamo rimanere e portare il meglio della creatività internazionale. Tra l´altro, all´interno di L@bel due pagine sono sempre dedicate alla città e ogni due mesi organizziamo eventi con musicisti e dj in collaborazione con Xplosiva». Per il 2003, una nuova rivista biennale che si intitola Kafka con contenuti top secret, poi Internet, una radio, una collana di libri e l´apertura del gruppo a nuove forze e idee. «Da fanzine siamo passati a style magazine da autodidatti. Questo è il nostro spirito, fare formazione e insegnare a guardarsi intorno, anche se "la rivoluzione inizia da casa, davanti allo specchio del bagno": collaboratori, graphic designer, stagisti sono i benvenuti. Chi vuole diventate labellers, si faccia avanti». Per contatti: label@labelmag.com

Marina Leonardini

 
 
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