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14.11.2002 - GAM: i capolavori negati finiranno in officina
SUPERA i 300 milioni di euro il patrimonio artistico che la Gam possiede e che non è riuscita finora ad esporre, per carenza di spazi». Riccardo Passoni, vicedirettore Gam e conservatore delle collezioni della civica Galleria di Arte Moderna, lo ammette. «Abbiamo grandi installazioni d´arte contemporanea, di rilevante importanza e valore, ma il pubblico non ha ancora potuto vederle insieme nell´attuale allestimento, che comunque, sia chiaro, offre al visitatore tutti gli altri capolavori». «E´ un problema - interviene l´assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri - che sarà presto risolto. La Gam troverà lo spazio necessario all´interno delle Ogr, le ex "Officine Grandi Riparazioni" delle ferrovie, in corso Castelfidardo. Entro il 2006 saranno ristrutturate per diventare un grandioso polo espositivo culturale ed artistico. E´ già in fase d´aggiudicazione la gara-concorso che ne assegna la progettazione». «Potremo così- nota Passoni - presentare in modo degno opere che richiedono ampi orizzonti di percezione. Penso, ad esempio, al "Fiume appare" di Mario Mertz, il più importante artista italiano vivente. E´ un´installazione larga 5 metri, ma che richiede uno sviluppo in diagonale di 27 metri. Riusciremo infine a collocare anche le più recenti acquisizioni, presentate nell´ottobre 2001 alla Promotrice delle Belle Arti. Ne guadagneranno anche le collezioni che rimarranno nella vecchia sede di via Magenta. Qui troveranno nuovo allestimento le opere dell´Ottocento e quelle storiche del Novecento. Si tratta solo di decidere se alle Ogr andranno quelle create dal secondo dopoguerra o quelle dai tardi Anni Cinquanta e delle neoavanguardie». La macchina è avviata. Il Comune, tramite Internet, ha pubblicato l´elenco dei progettisti che aveva invitato a cimentarsi in un concorso internazionale, per pianificare la trasformazione delle Ogr, da officine ferroviarie a nuovo tempio della cultura, compenetrandone le strutture nel paesaggio circostante. Le loro proposte ed esperienze professionali sono state valutate da una commissione, presieduta dal professor Carlo Olmo, preside della Facoltà di Architettura. Un gruppo di architetti torinesi precede in graduatoria gli altri concorrenti. E´ formato dagli studi «Sotec», «Giugiaro design» e da quelli degli architetti Armando Baietto, Sebastiano Battiato, Giuseppe Bianco, Gianfranco Gritella, Giorgio Rigotti, Massimo Ottino e dagli ingegneri Giorgio Romaro, Giuseppe Tosti, Mauro Strada, Vittorio Pomè e Pietro Rousset. E´ una squadra che immerge le Ogr nella natura e nella luce. Spazi di «stile ecclettico», concepiti nel 1881 per costruire locomotive, vengono trasfigurati in un impianto che «sposa» 195 mila metri quadri di volumi architettonici con un territorio verde di 300 mila metri quadri. Il complesso, nato fra via Pier Carlo Boggio e corso Castelfidardo, fin dalle origini si organizza in tre corpi di fabbrica: due navate, lunghe 300 metri, larghe 40 e alte fino a 20, unite ad «H» fra loro, da uno svettante transetto centrale, il cosiddetto «Duomo», dove un tempo lavoravano le presse. La «Sotec e associati» propone di restaurare questi spazi e di inserirvi «contenitori indipendenti», in acciaio e legno. Vi saranno aree dove gli ambienti potranno variare nel tempo, grazie a tecnologie spettacolari. Mentre le aree museali saranno concentrate attorno a cortili, illuminati anche da varchi di cristallo, ricavati nelle coperture. L´ingresso è previsto in corso Castelfidardo, reso collegabile, tramite una passerella aerea, con corso Stati Uniti, per raggiungere con agio la Gam. Si entrerà nella prima navata, la «Galleria Calderai». Varcata la soglia il pubblico incontrerà un viale alberato, lungo 300 metri. Ai suoi fianchi vi saranno volumi di spazi sopraelevati. Ospiteranno servizi d´accoglienza, ristorazione e librerie, negozi, videoteche, spazi didattici e sale conferenze. Al fondo, segnato da due maestosi arconi, sarà realizzato l´«Urban center», un luogo concepito per esporre i futuri progetti di trasformazione di Torino, sede anche di un archivio d´architettura contemporanea. A metà del viale si potrà entrare nel Duomo, un´aula di 1200 metri quadri. Qui una rampa leggera raggiungerà un belvedere, con ristorante. A fianco del Duomo ecco il maestoso transetto, organizzato come «un giardino d´inverno», una scatola vetrata che darà ingresso all´altra navata. Là dove venivano assemblate le locomotive troveranno accoglienza gli spazi museali, su due livelli, di 4500 metri quadri l´uno. Al piano terra vi saranno sale per mostre temporanee e permanenti, per depositi e laboratori. Il piano superiore accoglierà le opere della Gam. Il tutto sarà avvolto da percorsi aerei. Percorreranno l´intero complesso, con affacci all´interno e all´esterno. I tempi? Il bando impegna i progettisti a sviluppare il progetto in nove mesi. Seguiranno due anni d´opere, da oltre 24 milioni di euro. «L´intervento - spiegano in Comune - diverrà operativo appena proclamato il vincitore del concorso. La "Sotec e associati" per ora è l´"aggiudicatario provvisorio", in attesa che il Tar si pronunci su un ricorso promosso dal secondo concorrente in graduatoria, un gruppo di Napoli». La cosa provocherà ritardi? «Entro un mese sapremo. Il Comune è sereno e procede nell´aggiudicazione. Questo concorso ha già superato tre ricorsi. Se il Tar dovesse dare ragione al ricorrente riformuleremo la gara».

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