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06.11.2002 - Via Artom. Uno spettacolo di cantiere
Via Artom di fronte al campo sportivo, si sono fermati al muretto come capita spesso la mattina, è la consuetudine per chi è in pensione. Si conoscono da più di trent´anni, da quando in via Artom nemmeno c´erano le strade e i negozi e i giardini, solo i palazzoni. Lei dove abita? «Al numero 63 interno 30». E´ uno degli edifici da smantellare? «No, solo da ristrutturare». E´ preoccupato? «Più che altro penso ai ponteggi, li avremo almeno per un anno davanti alle nostre finestre, dovremo rinunciare alle ferie...». Già, non è una questione di poco conto per Giuseppe Gaieri, 70 anni; abita nella stessa casa dal gennaio 1968, ha cresciuto tre figli in questo quartiere, «tre maschi che giocavano a pallone», e mai lo lascerebbe: «Qualche problema l´abbiamo avuto all´inizio -dice - qui c´era una fabbrica di colla che impestava l´aria, e abbiamo dovuto lottare per avere i contatori dell´acqua in casa, che poi ci siamo messi a nostre spese». E aggiunge: «Ho amici, seguo il comitato degli inquilini, faccio volontariato in parrocchia, vado alla bocciofila, io qui sto bene». Stop, fine delle riprese e grazie della collaborazione, dicono gli intervistatori. Si gira il video che, su megaschermi, sabato 9 novembre dalle 15 alle 19,30, verrà proiettato nell´ambito di «Cantiere in festa» (al 55 di via Artom e al 74 di via Fratelli Garrone), la giornata di spettacolo per dare il via virtuale ai lavori di manutenzione straordinaria di via Artom: interventi di Giampiero Perone, Cesare Vodani e Bruno Gambarotta e poi artisti di strada, mostre allestite in una tensostruttura, musica, videoinstallazioni, scalatori in discesa dal condominio 74 e conclusione con polenta e vino. Una festa, immagini per amplificare pensieri comuni: ««Io sono arrivato qui 36 anni fa, al 73, trasportato dalle casermette di via Guido Reni e ho ricordi più brutti che belli, eppure trasferirmi, chessò, in corso Vercelli, sarebbe come cambiare città». Lo dice Francesco De Vita, arrivato a 21 anni a Torino da Pizzo Calabro per andare a lavorare in Fiat; oggi vive con suo figlio in uno dei due stabili da abbattere: «Io ho chiesto di rimanere nelle vicinanze, almeno corso Traiano, strada delle Cacce». Alcuni ragazzini in scooter continuano a passare e ripassare curiosi, cosa vi piace di più del vostro quartiere? «Il campo da pallone». E meno? «La sporcizia, e la gente che viene da fuori e ancora non ha perso il vizio di guardarci». Non ci sono mezzi pubblici, lamentano altri anziani, «come facciamo a spostarci», ma è chiaro che il recupero edilizio, ovvero l´abbattimento degli stabili ai numeri 73 e 99 di via Artom e i lavori di rifacimento facciata, ristrutturazione bagni e cucine, rifacimento tetti, ripristino serramenti e ascensori, pavimenti, saranno motivo di ben altri disagi. In aiuto della popolazione esiste sul territorio l´associazione «Mentelocale», realtà privata finanziata interamente dal Comune nell´ambito del Progetto Periferie - binomio organizzativo anche per la giornata di sabato - e che dal 1999 si occupa di «accompagnamento sociale». Che significa? «Aiutare le associazioni di zona, le istituzioni o i singoli cittadini a raggiungere alcuni obiettivi per lo sviluppo del quartiere» spiega il coordinatore Davide Barazzini. Lo stesso ruolo dell´l´Agenzia «The Gate» su Porta Palazzo o dell´«Agenzia di sviluppo locale» su San Salvario, una mediazione per la riqualificazione sociale e urbana di Mirafiori Sud. «Con il nostro intervento si è ricreata l´associazione commercianti che non esisteva più dal 1980; è rinato il Comitato inquilini di edilizia popolare; è stato rimosso un fabbricato in disuso su via Pisacane; si sta lavorando per l´arrivo di Experimenta». Come affronterete la coabitazione «in cantiere»? «Abbiamo realizzato una mappatura delle difficoltà dei residenti costretti a lasciare la casa: da lì nascono le priorità per richieste e spostamenti. Abbiamo poi definito gli orari del cantiere e ottenuto che i servizi indispensabili come acqua, gas e luce siano erogati in alcuni momenti della giornata, sono inoltre previsti servizi igienici e di cucina collettivi. I nostri operatori seguiranno traslochi e movimentazioni». Nella sede di «Mentelocale», in via Garrone 39/90, sta nascendo anche un punto ristoro, perché nella zona sono state monitorate 36 aziende medio-piccole, che significano circa 340 dipendenti, e dall´anno scorso gli esercizi commerciali hanno ricominciato ad aprire: «Cominciamo a non dare più per scontato il mito-degrado di via Artom».

TIZIANA PLATZER

 
 
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