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Torino - 28 novembre 2003
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16.09.2003 - Via libera del Comune all’hotel a cinque stelle
«L’hotel Merìdien ha quattro stelle? E noi ne aggiungeremo una quinta. Il nostro sarà un albergo extra-lusso, proprio a due passi dal Lingotto, quello che ci vuole per un 2006 di turismo tutto in salita». Per un illustre catalano che lascia Torino a bocca asciutta (Ferran Adrià si è preso una pausa di riflessione circa il progetto di aprire un albergo sotto la Mole) ci sono altri spagnoli che non deludono. Si tratta del gruppo «A.C.Hotel» che si prepara, a giorni, a sbarcare nell’affascinante sede dell’ex Pastificio Italiano di via Nizza 224 per ricavarci 87 camere di charme.

Il via libera a un progetto che fino a pochi giorni or sono non era certo, è stato dato il 29 agosto scorso dalla commissione igienico-edilizia del Comune. Gli architetti, lo studio Associato Chiarugi du Firenze e «Negozio Blu» di Torino, incaricati di elaborare il progetto (supervincolato dalla Sovrintendenza: si tratta di uno stabile del 1908, il primo edificio piemontese interamente realizzato in cemento armato) hanno già completato i disegni. «Dopo la variante urbanistica approvata in Consiglio comunale - spiega l’assessore all’Urbanistica Mario Viano - c’è stato il parere positivo della commissione igienico-edilizia, l’ultimo passaggio amministrativo. Adesso la parola passa ai privati: la Finam srl potrà cedere lo stabile alla catena spagnola A.C hotel».

Dal momento che, come chiarisce l’architetto Cristiana Catino, uno dei progettisti, «ormai tutto è pronto per aprire il cantiere» si prevede che la firma sul contratto possa arrivare già entro l’autunno. In questo modo, almeno uno dei tanti cinque stelle di cui la città dovrà dotarsi per far fronte alla prospettiva olimpica, passerà dal sogno alla realtà. Il progetto definitivo - come si può notare osservando la foto pubblicata a lato - si limita ad essere conservativo. Riporta però agli onori del mondo una struttura che non si può vedere da via Nizza (davanti c’è l’antico ingresso dell’ex fabbrica Carpano, in realtà anche l’indirizzo giusto è un altro: via Bisalta 11), ma si può ammirare, bella anche nel suo attuale stato di abbandono, dal parcheggio del Lingotto. Sulla delibera della variante si legge che in quell’insediamento si potranno ricavare fino a 6500 metri quadri destinati ad attività ricettiva. Insieme con le 87 camere sono anche previste alcune suite. Ma non è ancora tutto: questo spicchio di memoria industriale non si prepara ad ospitare soltanto un hotel di lusso, ma anche il nuovo centro enogastronomico del Comune. Un bel passo avanti per la città, sia dal punto di vista del recupero architettonico (questo ambito è prezioso almeno quanto quello del Lingotto o della Venchi unica, anche la ciminiera, infatti, è stata vincolata) sia da quello del turismo.

Peccato che non procedano con la stessa rapidità altri progetti come quelli riguardantii palazzi della Rai e dell’Enel. «Per entrambi ci sono problemi - spiega Viano - forse più per quello della Rai, ma anche in via Bertola la sovrintendenza ha fortemente limitato il numero delle camere». Per quanto riguarda il grattacielo di piazza XVIII dicembre pare che il Comune sia rassegnato a rinunciare all’ipotesi-albergo, pensando che in fondo sono più convenienti gli uffici: «D’altronde a pochi passi da Porta Susa, nelle due nuove torri che nasceranno a ridosso della stazione, sono previsti altri due hotel, - incalza l’assessore - uno a quattro stelle e l’altro a tre». Meno problemi sembra incontrare il lussuoso hotel che dovrebbe nascere nell’ex palazzo della Toro Assicurazioni di via Arcivescovado. Che ne sarà dopo le Olimpiadi di tutti questi alberghi stellati? «L’importante è conquistare la fiducia degli investitori - conclude l’assessore - a quel punto si entra nel circuito dei tour operator e il gioco è fatto».



 
 
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