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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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20.12.2002 - Torino scommette sulla formazione professionale
Il sostegno del «capitale umano» deve essere al centro degli interessi nazionali, «perché ad esso è legata una delle priorità non solo torinesi, ma nazionali: la competitività del sistema produttivo». L´ha detto ieri il sottosegretario all´Istruzione, Maria Grazia Siliquini, partecipando con il presidente dell´Unione Industriale, Andrea Pininfarina, ad un dibattito su: «Scuola-Industria a Torino, città della formazione». Il dibattito fra l´esponente del governo e il presidente dell´Unione Industriale, moderato dal vice direttore de «La Stampa», Vittorio Sabadin, si è svolto al Lingotto, a chiusura dell´incontro di fine anno organizzato dal gruppo Dirigenti Fiat, presieduto da Saverio Gaboardi. La senatrice Siliquini ha annunciato che, proprio per investire sul capitale umano, sulla preparazione dei giovani e sulla ricerca («In Europa c´è un forte gap fra l´Italia e gli altri paesi industrializzati»), il ministero dell´Istruzione, anzi lo stesso ministro Letizia Moratti, ha presentato un emendamento che stanzia 400 milioni di euro per l´Università. «Il governo - precisa il sottosegretario - sta conducendo un´importante battaglia per incrementare gli investimenti nella ricerca e nell´innovazione, perché considera il "capitale umano" una vera risorsa strategica per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese». Ricorda, inoltre, che «l´azione del dicastero Berlusconi è volta a rafforzare il raccordo tra la scuola e il sistema produttivo, consolidando gli stage di orientamento e formazione, gli accordi con il mondo delle imprese, l´istruzione e formazione tecnica e superiore, nonché introducendo il concetto dell´alternanza scuola-lavoro che riconosce il valore formativo dell´esperienza in fabbrica». «Scuola e industria - afferma Maria Grazia Siliquini - qui, sotto la Mole, dialogano certamente di più rispetto al resto d´Italia. Un paese che, per competitività, deve mettersi al passo con i partners dell´Ue, per esempio con Francia, Inghilterra, Spagna e Germania». Il presidente dell´Unione Industriale, Andrea Pininfarina, presenta i progetti portati avanti dagli imprenditori piemontesi e si dice d´accordo con la rappresentante del dicastero guidato da Letizia Moratti sul tema della formazione professionale: «Fondamentale per stare al passo con i concorrenti d´Oltralpe e per la competitività del nostro sistema produttivo». I progetti, spiega Pininfarina, ci sono: «Alcuni sono già in atto, altri li stiamo per varare». In fieri, ad esempio, con il sostegno di un milione e mezzo di euro, una serie di corsi di formazione nei quali è stata capovolta la logica dell´insegnamento tradizionale. «Puntiamo - spiega il presidente degli industriali - su giovani da preparare in base ai bisogni della produzione, o se si preferisce, che rispondano alle necessità delle Aziende, dopo un accurato monitoraggio dei posti vacanti e delle professionalità da inserire in produzione. In secondo luogo suggeriamo alle famiglie di indirizzare i figli verso quella specifica preparazione». Creando un «anello virtuoso» fra scuola e successivo impiego. Il centro per dar gambe a questo tipo di formazione c´è, ed è proprio accanto alla sede dell´Unione di via Fanti. Ma non basta. «Siamo concentrati - afferma Pininfarina - su numerosi progetti, con una preoccupazione: la trasformazione, voluta dal governo, degli Istituti tecnici in una sorta di liceo, non rischia di togliere all´impresa quadri intermedi che a Torino sono più che mai necessari? «No - risponde Maria Grazia Siliquini - la riforma incentiva chi si vuole rivolgere agli Itis, proprio per investire su quel capitale umano di cui ho parlato all´inizio».

Giuseppe Sangiorgio

 
 
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