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Torino - 12 novembre 2003
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16.10.2003 - Ruffini, nuovo ritardo per la riapertura
Quasi difficile come il superenalotto azzeccare la data di riapertura del palazzetto dello sport Ruffini. Neanche il 2003 è l’anno giusto per vedere di nuovo funzionante l’ex tempio di basket e volley che agghindavano Torino di gloria sportiva. La promessa dell’assessore Renato Montabone che assicurava la riapertura dell’impianto entro la fine di quest’anno, non sarà mantenuta. La causa, lo slittamento degli ultimi lavori di arredo interno al Palaruffini che riaprirà (se tutto procederà nel verso giusto) perciò a marzo 2004.

«Siamo in ritardo di due mesi sul previsto - spiega l’ingegnere Giancarlo Revelchione, responsabile del settore edile impiantistica sportiva municipale - perché abbiamo dovuto indire due volte la gara di affidamento dell’ultima tranche dei lavori. La prima non è stata valida perché di tutte le offerte pervenute, una sola era sotto il profilo amministrativo completa e per legge non si può procedere all’assegnazione se c’è una sola offerta tecnicamente giusta».

La procedura di rifacimento della gara d’appalto ha grattato via dal calendario altri sessanta giorni, che questa volta potrebbero incidere negativamente su alcune manifestazioni già messe in preventivo. Ad esempio gli Europei femminili di hockey indoor, fissati al Palaruffini, nei giorni dal 23 al 26 gennaio. La società organizzatrice, il Cus Torino, con la federazione regionale di hockey sono ancora piuttosto tranquilli sull’esito positivo della vicenda anche se per precauzione hanno cominciato a chiedere delucidazioni su costi d’affitto e dimensioni interne del Palastampa. «Il materiale d’arredo come il parquet in legno è già stato acquistato - aggiunge ancora Revelchione -, quindi i lavori dovrebbero andare avanti celermente ora e per la disputa dei continentali di hockey, si potrebbe chiedere l’agibilità dell’impianto, condizionata ai giorni dell’evento».

Ma il palasport Ruffini non è l’unico a patire dei disguidi burocratici e a fare soffrire i club e gli utenti sportivi della città. La situazione delle piscine ad esempio è un’altro buco nero che nel tempo, quando i progetti prenderanno forma (su tutti il nascente palazzetto del nuoto), si ritapperà. Nel frattempo con l’abbattimento della piscina Olimpica e la mole di lavori che ancora interessano la piscina Stadio di corso Galileo Ferraris, è stata messa in crisi una certa fetta d’utenza privata e il mondo torinese della pallanuoto. La Libertas ha cancellato praticamente l’attività femminile (squadra era iscritta alla A2) e ridimensionato tutto il settore maschile, mentre la Torino ‘81 maschile si sta allenando alla piscina Parri e poi traslocherà per gli allenamenti tecnici alla Usmiani, gestita dalla Sisport.

In fase di stallo, i lavori per la copertura della vasca esterna della Sisport di via Olivero - dove dovrebbero allenarsi i nuotatori agonistici di prima fascia sfrattati dalla Olimpica - mentre stanno per concludersi i lavori di copertura (in legno lamellare) della vasca esterna della Stadio, di 36x20, che sarà gestita da una cooperativa e che potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno per gli amanti delle discipline acquatiche.

Silvia Garbarino

 
 
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