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Torino - 27 novembre 2003
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17.10.2003 - Il gianduiotto trova nuovi mercati
Aveva fatto rumore tra i gourmet la notizia circolata a fine 2002: nella storica maison subalpina del cioccolato Peyrano sono entrati nuovi soci, non torinesi. E’ a rischio anche uno dei marchi d’antan del gianduiotto? Niente di più sbagliato, assicura Mariella Maione, oggi amministratore delegato di Peyrano in rappresentanza del Gruppo Industriale Maione (sede a Napoli, fatturato di 80 milioni di euro), cui fanno capo componentistica, attività finanziarie e del settore alimentare di qualità, come il «Pastificio Di Nola» di Gragnano. La signora Mariella è ormai una torinese d’adozione e in questi mesi di collaborazione con Giuseppe Peyrano - cui fa capo la produzione - è entrata nel mondo di «theobroma cacao».

Grazie all’ingresso del Gruppo Maione - che si è affiancato a Giuseppe Peyrano e alla moglie Giulia, mentre è uscito dalla ditta il fratello Giorgio, con la moglie Bruna - ora il gianduiotto di corso Moncalieri punta ai mercati mondiali. Torino riscopre così la sua vocazione di «capitale del cioccolato» e incomincia ad esportare tavolette, cremini, praline. Il primo esperimento è andato bene. A Dubai, negli Emirati Arabi, in Jumeirah Road da mesi funziona il negozio «Dolce Antico»: ricostruisce una cioccolateria piemontese di inizio Novecento e vi si trovano soltanto i cioccolatini Peyrano. Dopo questo test, Peyrano ci riprova in Italia. Entro metà novembre apriranno due nuovi negozi: uno a Napoli, in piazza Martiri, nel centro della città, e l’altro a Roma, in via Veneto. Anche l’immagine sarà «torinese», perché l’architetto Massimiliano Caruso ha creato un «lay out» che si ispira alla piccola bottega di corso Moncalieri 47 dove si produce cioccolato fin dal 1915.

Ora l’azienda, che ha una sessantina di dipendenti (compreso l’altro punto vendita torinese «Peyrano-Pfatisch», di corso Vittorio Emanuele 76) e un fatturato intorno ai 3,5 milioni di euro, produce 85 varietà di cioccolatini. Per produrli sono selezionati semi di cacao dell’America Centro-Meridionale e del Sud Est asiatico, tostati in casa. «Le nostre materie prime - spiega Giuseppe Peyrano, che ha festeggiato le sue “nozze d’oro con il cioccolato” - sono tutte selezionate. Escludiamo i “grassi idrogenati” e quelli “vegetali”: per i nostri prodotti usiamo soltanto il burro di cacao». Assicura la signora Maione: «Rimarremo sempre un’industria artigianale».

Ma non ci sono soltanto Roma e Napoli, nei progetti di espansione: Peyrano sta pianificando l’apertura di punti vendita a Parigi, in Costa Azzurra e a Tokyo. Da appassionata d’arte, Mariella Maione ha preparato una mostra di «natura morte» del XVII e XVIII secolo che hanno per tema il «cibo degli dei». Con cioccolatiere, chicchere e attrezzi che avrebbero fatto la gioia di Guido Gozzano, saranno in mostra dal 18 al 26 ottobre a Perugia, nel «Tempio della passione cioccolosa» curato da Peyrano per «Eurochocolate», la prima kermesse italiana dedicata a tavolette e praline. Aspettiamo di poter «gustare» la mostra anche a Torino.

Gigi Padovani

 
 
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