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13.01.2006 - Torino si rinnova e guarda avanti
Friedrich Nietzsche perse letteralmente la testa per questa città, ma oggi la riconoscerebbe a malapena. Torino è cambiata e continua a cambiare. Always on the move, sempre in movimento, è lo slogan degli opuscoli turistici. Solo la Mole Antonelliana, il monumentale edificio in cui il filosofo tedesco crederà di vedere l'immagine di Zarathustra, è rimasta identica. Almeno esteriormente: l'interno è stato trasformato in Museo del Cinema.

È una profonda metamorfosi - estetica e identitaria - quella che sta awenendo a Torino. Il calciatore Zinedine Zidane l'aveva definita "triste e fredda' prima di lasciare la Juventus. La coppia di romanzieri Fruttero&Lucent;ìni voleva assegnarle "il premio europeo del lugubre urbano". De Chirico vi trovò ispirazione per le sue tele metafisiche. Ma l'antica Augusta Taurinorum romana, la prima capitale del regno d'Italia, la città della Fiat e dell'autoritratto di Leonardo da Vinci, della Sacra Sindone e del satanismo, di Nostradamus e delle mummie egiziane, non è più (per alcuni non lo è mai stata) brutta e monotona. "I giochi invernali sono stati il motore della trasformazione", spiega Valentino Castellani, presidente del comitato organizzatore dei giochi olimpici di Torino 2006. "È proprio cosi", conferma il sindaco Sergio Chiamparino. L'evento ha dato un nuovo impulso a un movimento avviato sette o otto anni fa. "Tra le infrastrutture per le olimpiadi e le ristrutturazioni urbane - come la costruzione di due linee della metropolitana, il recupero di piazze e zone pedonali, la realizzazione di parcheggi e di un tunnel ferroviario sotterraneo - la nostra città avrà un beneficio di cinque miliardi di euro di investimenti pubblici e privati, i cui effetti si faranno sentire per diversi anni", aggiunge Chiamparino.

I dati forniti da Alessandro Cherio. vicepresidente del collegio dei costruttori edili della provincia di Torino, confermano la tendenza. "In città ci sono 1500 cantieri, cinquanta dei quali di un valore superiore a dieci milioni di euro. Nel 1997 erano censiti 13.957 operai edili, mentre oggi ce ne sono 19.353. Il valore complessivo delle gare d'appalto è passato da 423.552.806 euro nel 1995 a 1.415.011.057 euro nel 2004. I giochi hanno generato un volume d'affari colossale, che ci ha permesso dì recuperare il ritardo accumulato in passato".

Tuttavia il mercato immobiliare è ancoro indietro. "Un metro quadrato nei quartieri più esclusivi si vende tra i 3.500 e i 5.000 euro al massimo", spiega Alessandro Carretta, direttore generale dell'agenzia Arcase. "I prezzi sono ancora nettamente inferiori non solo a Milano e Roma, ma anche a città di provìncia come Bergamo. C'è stato un rapido aumento negli ultimi anni, ma solo da poco abbiamo raggiunto il livello del 1992".

Bellezza postmoderna
Per rendersi conto che Torino cambia, basta prendere l'auto o salire su un taxi: l'autista vi dirà che "la durata delle corse è raddoppiata" per gli spaventosi imbottigliamenti provocati dai lavori. "Dicono che la prima qualità olimpica dei torinesi è la pazienza", dice sorridendo Maurizio Crosetti di Bepubblica. "Ma siamo certi che questi sacrifici saranno ripagati in futuro. I cittadini hanno deciso di vivere la loro città, di riconquistarla dopo tanti anni di routine casa-lavoro".

Torino abbellisce i suoi spazi verdi, investe sugli scenari di montagna che entusiasmavano tanto Le Corbuisier, ingaggia architetti famosi (Arata Isozaki, Renzo Piano, Gae Aulenti, Massimilìano Fuksas, Mario Botta, Norman Foster e Jean Nouvel) per rifarsi una bellezza postmoderna. E piace: secondo un sondaggio condotto dall'Osservatorio del Nordovest, il 70 per cento dei torinesi trova la sua città "bella".

Il capoluogo piemontese non è più la città Fiat (195mila veicoli prodotti nel 2005 contro i 905.016 del 1991). Ha saputo rinnovarsi puntando su altri sonori, dalla comunicazione al design, alla tecnologia. "Come sono contento quando accendo la radio e sento che ci sono rallentamenti sulla tangenziale al di fuori degli orari canonici di uscita da Mirafiori", dice entusiasta Sergio Chiamparino. "Significa che si sviluppano altre attività". Torino verrà presto collegata a Lione dal treno ad alta velocità, sarà capitale del libro nel 2007 e dei design nel 2008, poi accoglierà il congresso mondiale degli architetti. La città sembra ritrovare quella centralità e quell'importanza che fecero scrivere a Umberto Eco: "Senza l'Italia Torino sarebbe più o meno la stessa. Ma senza Torino, l'Italia sarebbe molto diversa"

Guillaume Prébois, Le Temps, Svizzera

 
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