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25.01.2006 - Torino ha finalmente il suo metrò
Si è sempre detto che Torino non aveva la metropolitana per colpa della Fiat. Leggende metropolitane, tant'è vero che il 4 febbraio si inaugura la prima tratta della linea 1.

Opera fondamentale, che arriva a ridosso delle Olimpiadi, "ma che con i Giochi non ha nulla a che fare", ribadisce sempre con forza il sindaco Sergio Chiamparino, legittimando così questo taglio di nastro monco. Difatti entrerà in servizio solo il tratto di 6,5 chilometri da Collegno a Porta Susa lungo l'asse di corso Francia, mentre per arrivare in centro a Porta Nuova si dovrà aspettare fino a dopo l'estate del 2007. "Tunnel e stagioni sono però già state fatte anche per questi ulteriori 3 km, però solo al rustico con in più il piano di base", spiega Dario Arduino, responsabile sicurezza dei lavori di Gtt (Gruppo torinese trasporti), "mancano le finitore, l'armamento e il collaudo". La spesa per la tratta Collegno-Porta Nuova sarà di 748 milioni di euro, altri 280 saranno invece necessari per arrivare fino al Lingotto lungo l'asse di via Nizza.

"Per questa tratta inizieremo gli scavi a marzo di quest'anno, Del 2010 dovremmo aver finito", aggiunge Arduino. Nei cassetti della Gtt giace però anche un maxi-progetto preliminare che porterebbe la linea 1 a una lunghezza di 28 chilometri unendo da Nord a Sud Rosta a piazza Bengasi al confine con Nichelino. Un'ipotesi remota, specie per la tratta Rìvoli-Rosta, mentre i 7-8 km da Collegno a Rivoli sono assai più probabili come i 3 dal Lingotto a piazza Bengasi del prolungamento a sud.

"Per Torino la metropolitana è una svolta", spiega il presidente di Gtt Giancarlo Guiati, "ma c'è anche l'orgoglio di averla realizzata in tempi ristretti". I cantieri furono infatti aperti nel 2000 per realizzare il deposito dei treni a Collegno, e a fine 2001 per i lotti sottoterra. Centinaia le imprese coinvolte, con punte di 750 persone al lavoro contemporaneamente. "È stato un cantiere multi etnico, i nostri cartelli erano infatti in sei lingue", spiega Arduino. Oltre alle normali presenze dal Nord Africa e dall'Est Europa, c'era infatti una forte presenza di malesi, filippini e colombiani. La ragione sta nella specializzazione di questi ultimi nell'uso del Tbm (Tunnel boaring machine), altrimenti detto il trivellone.

Internazionale anche la produzione dei convogli, assemblati o Praga secondo Val ideato dalla Matra per la metropolitana di Lille. Si tratta di convogli totalmente automatizzati senza guidatore, che viaggiano su gomma. Soluzione che consentirà di risparmiare sui 46 macchinisti e di ridurre drasticamente vibrazioni e rumore. Anche le 15 stazioni sono francesi di progettazione, curata dalla Sistra e dalla Artem.

Oggi Gtt fornisce 400 mila spostamenti al giorno, crediamo che almeno un quarto di questi sin da subito aia assorbito dalla linea 1, spiega Guiati, che aggiunge: "Ciò consentirà tra alcuni mesi di eliminare una linea di superficie e ridurre così l'impatto ambientale".

Jan Pellissier

 
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