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07.02.2006 - La carica dei 30 mila per il nuovo metrò
Tutti in coda per il metrò. L’assalto dei torinesi, perché di questo si è trattato, per il primo viaggio in metropolitana, ieri pomeriggio, ha superato le aspettative. In trentamila si sono incolonnati davanti alle stazioni del metrò per vederlo all’opera. L’apertura dei due capolinea, quello di Porta Susa (piazza XXVIII Dicembre) e la stazione Fermi di Collegno, era prevista per le 14. Ma già alle 13 i primi curiosi cominciavano a mettersi ordinatamente in coda, per salire sul tanto atteso treno sotterraneo.

Non soltanto anziani, che di metrò sentono parlare da più di 50 anni, ma anche tantissmi giovani e famiglie. Chi per curiosità, chi per verificare se potrà lasciare a casa la macchina e andare a lavorare con il nuovo mezzo pubblico. Anche il tempo è stato clemente per il grande evento. Perché di questo ieri si è trattato. C’era più gente in coda per salire sul metrò che a vedere il carnevale che contemporaneamente sfilava per le vie cittadine. Il numero di passeggeri «free», perché fino a giovedì il tragitto sarà gratuito, aumentava di ora in ora. Non sono mancati alcuni intoppi, provocati dalla ressa che si è formata alla stazione Massaua, chiusa fino a giovedì: non tutti lo sapevano. Soltanto chi era a bordo poteva poi scendere in due (Bernini e Massaua) delle undici stazioni per visitarle. Ieri, e così fino mercoledì 8, erano aperti soltanto i due capolinea: Porta Susa e stazione Fermi a Collegno. Il numero dei passeggeri è stato superiore a quanto previsto. Il Gtt ha organizzato in tutta fretta la distribuzione di cioccolata calda alla gente in coda.

A parte la delusione di chi non era stato o non si era informato e ha tentato inutilmente di salire alle stazioni chiuse, la soddisfazione per il primo viaggio è stata collettiva. «Mio figlio Alberto ha 15 anni - racconta Marcella, in fila dalle 13 davanti alle transenne a Porta Susa - ha una grande passione per i trasporti pubblici. Non potevamo mancare». E come loro in migliaia hanno atteso, macchina fotografica alla mano, di poter scendere e vedere il «bellissimo» cavallo di acciaio. Fotografarlo, immortalare l’apertura delle porte scorrevoli con il cellulare. «It’s good (bella)» commentano tra loro una coppia di turisti stranieri, venuti a Torino per le Olimpiadi. L’entusiamo era palpabile. E’ quasi partito un applauso, quando il primo gruppo di utenti è sceso in stazione. Un assalto, proprio come quelli alle diligenze. Una scena da film, mancava soltanto la colonna sonora.

All’altro capo della linea, a Collegno, veniva distribuito vin brulè, e c’era una gran curiosità: «Ma quando arriverà a Porta Nuova? Quanto ci impiega a raggiungere Torino?». Un bambino cronometrava tra una fermata e l’altra: «Meno di un minuto - dice al papà». Per per percorrere tutto il tragitto il metrò, che viaggia senza conducente ad 80 chilometri all’ora, ci impiega poco più di 10 minuti. Ogni treno parte a 3 minuti di intervallo dal precedente. E nella breve attesa vengono proiettati sugli schermi, appesi alle pareti, cortometraggi di un minuto e immagini sul soffitto chiaro. Il bianco è il colore che domina e che annulla l’effetto opprimente di un ambiente che si trova interrato e senza finestre. Il viavai di passeggeri è durato fino all’orario di chiusura, le 19, incessantemente.

Fino a mercoledì si potrà salire sul metrò soltanto ai capolinea a Porta Susa e Fermi a Collegno e, una volta a bordo, si potranno visitare le stazioni Massaua e Bernini. Il viaggio è gratuito. Orario: dalle 14 alle 19. Giovedì 9 febbraio verranno aperte tutte le stazioni e il viaggio sarà gratuito. La metropolitana viaggerà dalle 14 alle 19. Da venerdì 10 febbraio l’orario sarà dalle 7 alle 20 per tutto il periodo olimpico, il biglietto costerà 90 centesimi e sarà utilizzabile senza limiti di orari anche su tram e autobus. Terminate le Olimpiadi, il biglietto da 90 centesimi con validità 70 minuti per i mezzi in superficie sarà valido una sola corsa in metropolitana.

Laura De Bortoli

 
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