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09.02.2006 - Il valore aggiunto dei Giochi
Ci siamo, da domani al 26 febbraio con le Olimpiadi e dal 10 al 19 marzo con le Paralimpiadi la nostra città e le nostre montagne saranno protagoniste a livello mondiale. Finalmente chi ha lavorato all´organizzazione di un evento così complesso per peso e immagine internazionale, passa all´azione: polemiche, critiche, scetticismi, calunnie, proteste fuori luogo non hanno comunque fermato il loro entusiasmo e impegno. Non manca chi non perde occasione per sottolineare che in fondo sono "solo" giochi invernali, che quando saranno finiti ci rimarranno i debiti e chissà cosa ne sarà di Torino e dei problemi della nostra regione: invece sono certa che le nostre Olimpiadi invernali se le ricorderanno eccome, perché per la prima volta sono ospitate da una città che può solo stupire gli ospiti per bellezza, programmazione culturale, qualità della vita; che la vendita dei nuovi edifici del Villaggio degli ex Mercati Generali potrà risarcire il Comune dei 40 milioni di euro con cui ha ripianato il debito del Toroc, le cui eventuali responsabilità verranno chiarite.

Ricordo che le Olimpiadi hanno già creato in Piemonte un valore aggiunto di +13 miliardi di euro, un +3% di PIL e 54.000 posti di lavoro dal 2005 al 2009: la loro eredità sarà all´insegna di una preziosa esperienza realizzativa e di un percorso di rinnovamento materiale e immateriale che se non attiverà in sé ricadute dirette sull´industria, costituirà nell´immediato un´opportunità unica per la valorizzazione delle nostre eccellenze con la possibilità di attivare relazioni importanti attraverso le associazioni di categoria, le istituzioni, le iniziative degli sponsor e, in prospettiva, un contesto favorevole al tessuto imprenditoriale locale nel suo complesso.

Quanto alle lamentele sui cantieri: per fortuna ci sono stati e ci saranno ancora, perché al di là del patrimonio acquisito in infrastrutture sportive e di accoglienza, la forza propulsiva delle Olimpiadi è stata determinante per affrontare il ridisegno della città, dal passante ferroviario, al primo tratto della metropolitana, ai parcheggi. Chi poi rimanda al miserevole degrado di Italia ´61, dovrebbe sapere che una Fondazione gestirà il patrimonio di impianti e residenze e le loro destinazioni e che ogni paragone è improponibile data la differenza fra quello che Torino era ed è oggi. La dimensione dell´evento del ‘61 era nazionale mentre in questo caso è internazionale, il festeggiamento del centenario d´Italia avvenne in periodo di boom economico, ma anche nel segno della monocultura Fiat, mentre nel 2006 è la città nella sua interezza, vivacità e vitalità che, insieme a Fiat, si apre al mondo scoprendosi e coltivando anche nuove vocazioni, tanto che 30 città da tutto il mondo, da Barcellona a Londra, Pechino, Detroit, Nagoya, sono qui a raccontare il loro futuro nel confronto con Torino e la sua straordinaria trasformazione. E adesso tocca a noi cittadini dare "anima" all´evento, vivere con calore e spirito di accoglienza queste nostre Olimpiadi dello sport, della natura, dell´arte, della storia e della cultura.

Lorenza Pininfarina

 
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