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24.02.2006 - L´effetto Giochi sull´economia
Il Piemonte riparte. Dopo diciotto trimestri consecutivi con il segno meno, la produzione industriale ha riscoperto il segno più. È quanto emerge dall´indagine sull´industria manifatturiera nel quarto trimestre del 2005 realizzata da Unioncamere Piemonte. L´ultimo trimestre dell´anno appena lasciato alle spalle si è chiuso con un +0,9%: sono aumentati il fatturato, interno ed estero, gli ordinativi ed è cresciuto l´ottimismo rispetto a una ripresa produttiva a breve termine. L´altro risultato importante è che a trascinare la produzione industriale regionale è stato il Torinese, con una crescita dell´1,9% e, in particolare, con un +3,7% del settore dei mezzi di trasporto. Effetto del rilancio Fiat, ma non solo. Il quarto trimestre rappresenta il miglior risultato del 2005: dopo un deludente -5,3% del primo trimestre si è tornati al +0,9% di fine anno mentre la produzione industriale italiana è passata nello stesso periodo dal -3,9% al -1,7% del quarto trimestre.

Dice Renato Viale, presidente di Unioncamere Piemonte: «Questi dati ci inducono a tre motivi di ottimismo. Il primo è l´interruzione di una lunga serie negativa: dopo due anni e mezzo, torna il segno più. È vero che un solo dato, in una così lunga serie, è ancora poco per indicare una ripresa consolidata, tuttavia è una buona iniezione di fiducia, arrivata a ridosso dell´evento olimpico da cui molto ci attendiamo in termini di sviluppo locale. Il secondo motivo di ottimismo è il deciso cambio di traiettoria congiunturale: dopo molto tempo il dato piemontese supera quello nazionale. Dunque assumiamo un ruolo di traino rispetto all´economia italiana. L´ultimo motivo di fiducia riguarda le previsioni a breve termine: il barometro della congiuntura vista dagli imprenditori sembra volgere verso il bello».

«Oggi raccogliamo il segnale - sottolinea Alessandro Barberis, presidente della Camera di Commercio di Torino - di quella che speriamo sia l´inizio di una ripresa che va consolidata attraverso una strategia di internazionalizzazione del nostro sistema produttivo locale. L´automotive, anima irrinunciabile dell´industria manifatturiera torinese, sembra avere finalmente rialzato la testa. Sono 10 i miliardi fatturati dall´industria componentistica piemontese, che da sola copre oltre il 40% della produzione italiana e che può contare su una rete di poco meno di 500 imprese e 46mila addetti. È evidente che la crisi dell´industria automobilistica italiana ha spinto le aziende a ricercare più acquirenti all´estero. Il rilancio passa dunque dall´internazionalizzazione dei mercati».

Il futuro? Secondo Viale tre sono i motori della ripresa nel 2006: un rilancio degli investimenti, l´export e l´Olimpiade. Già, l´Olimpiade. «L´organizzazione di questo evento ha avuto non solo importanti ricadute economiche dirette sull´area (maggior valore aggiunto, più occupazione), ma è servita anche per aumentare la competitività grazie alle tante nuove infrastrutture, creando un valore aggiunto nel periodo 2005-2009 pari a 13 miliardi per la regione» spiega Viale.

L´uscita dal tunnel della crisi è stata accolta con soddisfazione anche dagli amministratori politici. Dice Mercedes Bresso, presidente della Regione: «Un dato che rafforza l´ottimismo crescente verso il destino economico del Piemonte. Credo che in qualche modo abbiamo contribuito anche noi enti locali, con il segnale forte dato in occasione del cosiddetto ‘accordo Fiat´. Un grosso merito va alle aziende del settore componentistica, che hanno compiuto un grande sforzo per ricollocarsi sui mercati con successo. Ora continuiamo tutti insieme nell´opera di rilancio». Ed è contento anche Antonio Saitta, presidente della Provincia: «Il Torinese torna alla guida della ripresa economica dell´intero Piemonte. Buon segno: da sempre quest´area è il motore della regione».

Pier Paolo Luciano

 
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