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24.02.2006 - L’industria trascina la ripresa
Dopo diciotto trimestri in calo, la produzione industriale è tornata a crescere. Dunque la fase recessiva non è una condanna biblica per Torino. Anzi. La città ha ripreso a trascinare il Piemonte: negli ultimi tre mesi del 2005 in regione la produzione è cresciuta dello 0,9 per cento, a Torino dell’1,9. Siamo alla fine della lunga, tremenda recessione che ha falciato dal 2001 aziende e posti di lavoro? E’ presto per dirlo. Ma il dato particolarmente positivo è che il settore dei mezzi di trasporto - il vero cuore produttivo della città - si è impennato addirittura del 3,7. E a questo risultato ha contribuito in modo determinante il sistema dell’auto con la Fiat in ripresa grazie agli ultimi modelli piazzati nella top ten. Questa buona performance di ottobre, novembre e dicembre 2005 non cancella ovviamente un’annata dura con un risultato complessivo in flessione del 2,5%. Ma il dato - fornito dalla indagine trimestrale di Unioncamere e che naturalmente dovrà essere verificato nei prossimi mesi - aggiunge ottimismo a una città che sta vivendo un momento magico. E in più testimonia la vitalità di questa area dove oltre un quarto del Pil arriva ancora dall’industria; infatti, mentre in Italia la produzione manifatturiera cala dell’1,7, qui torna a crescere.

Renato Viale, presidente Unioncamere Piemonte, è sollevato: «Credo che possiamo iniziare a guardare il futuro economico della nostra regione con minor pessimismo di quanto abbiamo fatto in questi ultimi anni». Spiega: «La ripresa della Fiat, il miglioramento degli indicatori congiunturali, e il grande successo delle Olimpiadi che lasceranno una eredità materiale, in termini di infrastrutture, e immateriale, in termini di visibilità e attrattività del nostro territorio, costituiscono elementi che rendono la nostra regione più competitiva di quanto non fosse in passato».

Anche per il futuro le previsioni non sono male. Per i prossimi sei mesi gli imprenditori interpellati dalla ricerca sono un po’ più ottimisti: il 32% si aspetta un aumento della produzione contro il 25 che teme una flessione e il saldo ottimisti-pessimisti è di 8 punti a favore dei primi mentre nel 2° e 3° trimestre il saldo era meno 4 e meno 3. Gli industriali attendono al 35% una crescita dell’export contro un 18 che immagina una flessione. Molto soddisfatta la presidente della Regione Mercedes Bresso: «Questa notizia rafforza l’ottimismo crescente verso il destino economico della nostra regione. Credo che in qualche modo abbiamo contribuito anche noi enti locali, con il segnale forte dato in occasione dell’accordo Fiat». E conclude: «Un grosso merito va alle aziende del settore componentistica, che hanno compiuto un grande sforzo per ricollocarsi sui mercati con successo».

Barberis: il design darà al settore un ulteriore slancio

Cautissimo, ma molto soddisfatto il presidente della Camera di Commercio, Alessandro Barberis, che da anni si rifiuta di essere pessimista sul futuro di Torino.

Siamo fuori dalla recessione?
«Un dato è un dato. Si tratta di un numerino, ma molto importante. Testimonia la vitalità di Torino e del suo settore dell’automotive».

Grazie alla Fiat?
«Non solo. Grazie anche al fatto che da ‘90 al 2004 l’export di componenti per auto dal Piemonte è cresciuto del 200%. Le aziende sono andate in cerca di nuovi mercati. La componentistica piemontese da sola fattura 10 miliardi, il 40% del totale nazionale».

Le nostre aziende esportano pezzi per auto, però non è un settore un po’ “antico”, che si può produrre ovunque?
Esportano anche design e progettazione industriale con grande successo. Sono sicuro che Torino Capitale mondiale del design nel 2008, che sarà un po’ come una Olimpiade industriale, ci darà un ulteriore slancio».

Marina Cassi

 
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