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14.02.2006 - Dopo le Olimpiadi, Torino diventa Capitale del Design
Torino ci ha preso gusto. Siamo nel pieno della festa, eppure in città si comincia già a pensare al dopo Olimpiadi. A nuove occasioni per tornare sotto i riflettori, al centro dell’attenzione mondiale. Ma per vivere di nuovo da protagonisti un grande appuntamento internazionale, i torinesi dovranno attendere due anni. Da ieri è infatti ufficiale la nomina di Torino, annunciata nello scorso mese di novembre a Copenhagen, a prima «World Design Capital» per il 2008.

Quello che vedrà coinvolto il capoluogo piemontese è un progetto pilota, assegnato a Torino in virtù di un preciso background che ne fa il modello ideale sulla cui esperienza decidere la strada da seguire in futuro, delineare insomma le linee guida che le città che ne raccoglieranno il testimone saranno tenute ad applicare (il concorso per scegliere la prossima «capitale» sarà lanciato già alla fine di quest’anno).

«È un’occasione storica - ha detto il sindaco Sergio Chiamparino -, che rappresenta innanzitutto un riconoscimento del lavoro di tutte quelle persone che da anni a Torino lavorano nel settore del design e che hanno contribuito a farne uno dei settori produttivi e occupazionali più interessanti della nostra economia». Insomma, un riconoscimento importante nei confronti di quel processo di trasformazione, fondato sull’industria e la cultura, che dura da almeno un decennio. Tra le ragioni principali che hanno convinto l’International Council of Societies of Industrial Design (Icsid) ad affidare a Torino il primo mandato del WDC, c’è infatti innanzitutto la forte tradizione cittadina nel campo del design e dell’ingegneria. Ma anche la presenza sul territorio di centri di ricerca, centri di stile, laboratori di prototipistica nel settore automotive, della meccanica, delle nanotecnologie, dell’informatica.

Un ruolo importante a favore della candidatura torinese, poi, lo ha certo giocato la precedente conquista di molteplici altri obiettivi di respiro internazionale. Dunque, l’organizzazione dei Giochi invernali attualmente in corso, ma anche la designazione a Capitale mondiale del Libro 2006, a sede delle Universiadi per il 2007 e, soprattutto, a città ospite del Congresso mondiale degli Architetti, in programma proprio per il 2008. Va detto, però, che il WDC non rappresenterà esclusivamente una vetrina per il design piemontese, ma per l’Italia intera. Guardando al futuro, un’occasione di rilancio per mantenere la competitività del nostro paese sulla scena internazionale. E non finisce qui. Per tutto il 2008 Torino si presterà anche ad essere una vetrina e un punto di riferimento per operatori del settore del design di tutto il mondo, favorendo scambi e relazioni tra città e aziende. «E aiutando a sottolineare - come ha detto il presidente dell’Icsid, Peter Zec - l’importanza del design come forza motrice per lo sviluppo economico, sociale e culturale nell’era della globalizzazione».

Per farlo, a Torino verranno organizzate manifestazioni, convegni e diverse iniziative per riflettere sulle ricadute economiche e industriali, l’innovazione tecnologica, i fattori culturali e le nuove esigenze del settore. I soggetti coinvolti nell’organizzazione dell’evento (e dunque firmatari del protocollo d’intesa che nel giugno del 2005 ha costituito il comitato organizzatore) sono il Comune e la Provincia di Torino, la Regione Piemonte, la Camera di Commercio di Torino, l’Associazione nazionale per il Disegno Industriale e le fondazioni ex bancarie Crt e Compagnia di San Paolo.

Ilaria Dotta

 
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