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04.03.2006 - Un grattacielo per sei stelle
Enrico Salza l’aveva promesso, qualche mese fa, con l’aria di chi si prende una rivincita sulla «grandeur» milanese: «Il nostro grattacielo sarà più alto del Pirellone». Quel che il presidente del Sanpaolo Imi non aveva mai anticipato è che la nuova sede del colosso bancario, incastonato nell’area fra corso Vittorio Emanuele, corso Inghilterra e via Cavalli, rappresenterà un nuovo segno architettonico della città. Dopo l’arco rosso, simbolo della Torino del 2006, il Palavela rivisitato da Gae Aulenti, la «lampada di Aladino» firmata da Fuksas a Porta Palazzo, il palazzetto olimpico progettato da Isozaki, anche per la nuova torre di uffici - che misurerà 150 metri, contro i 127 del grattacielo-simbolo di Milano - del Sanpaolo si scomoderà una grande firma dell’architettura contemporanea.

Lo hanno annunciato ieri, insieme, il Comune e il gruppo bancario dopo aver siglato il contratto preliminare di compravendita per l’area di fronte alla stazione di Porta Susa, sulla cosiddetta Spina 2. La porzione di città a più alto tasso di trasformazione urbanistica: una nuova City in cui svetterà appunto la torre del Sanpaolo, ma anche la nuova biblioteca-opera d’arte firmata da Mario Bellini e l’avveniristica stazione di Porta Susa. Chi sono le grandi «firme» dell’architettura che scenderanno in campo sulla Spina 2? Hiroshi Hara di Tokyo, Carlos Lamela di Madrid, Daniel Libeskind di New York, lo studio MVRDV di Rotterdam, Dominique Perrault di Parigi e Renzo Piano. Le loro proposte saranno presentate entro la fine di maggio. Poi Sanpaolo Imi deciderà quale sarà il talento a cui affidare la nuova sede per il «corporate centre» del gruppo con uffici per circa 2000 addetti.

«Il grattacielo, che avrà una superficie di oltre 50 mila metri quadri, dimostra il nostro attaccamento alla modernizzazione della citta», ha spiegato ieri il presidente Salza, mentre l’assessore Peveraro, che ha seguito la vicenda per Palazzo civico, ha aggiunto: «La proposta del Sanpaolo Imi corrisponde all’interesse della Città di rafforzare la presenza di attività economiche qualificate: nel caso specifico, il gruppo bancario si impegna, attraverso un investimento molto rilevante, non solo a garantire e rafforzare la permanenza a Torino della propria sede direzionale ma, altresì, a far confluire, nella stessa sede, attività ora dislocate in altre località».

Già dieci anni fa, d’altronde, l’allora sindaco Castellani, chiacchierando con l’urbanista Augusto Cagnardi, l’aveva ipotizzato. Porta Susa e dintorni: questo diventerà il futuro centro direzionale ed economico di Torino. E, sempre pochi mesi fa, allo scopo, la giunta comunale pose un’importante premessa alla metamorfosi: dando il via libera a quel grattacielo (uno stabile alto oltre cento metri) che sorgerà in corso Inghilterra nell’area un tempo occupata dagli autobus della Satti. Il nuovo centro direzionale Sanpaolo sorgerà di fronte ad un un’altra torre (situata fra corso Bolzano e corso Vittorio) i cui diritti edificatori sono invece di proprietà delle Ferrovie e i cui proventi serviranno per costruire la nuova stazione di Porta Susa.

Emanuela Minucci

 
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