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16.03.2006 - Trampolino Torino
Lo spot è andato in onda durante le Olimpiadi, in prima serata nelle dirette più seguite. A farsi pubblicità era il Politecnico di Torino, avvenimento davvero raro per un'università italiana, per di più pubblica. Il messaggio invitava nuovi studenti da tutta Italia e dall'estero a iscriversi in quello che il rettore Francesco Profumo, ligure di Savona, definisce come uno dei motori "del nuovo Rinascimento di Torino".

I Giochi Invernali sono finiti da due settmane: la famiglia olimpica è partita; nelle strade sono tornati i 390 operai della Sandretto vicinissimi a perdere definitivamente il posto. In città, però, l'euforia stenta a svanire e si guarda avanti. Il futuro prossimo é l'inaugurazione dell'anno di "Torino capitale mondiale del libro", prevista per il 22 aprile con un rave notturno dal tono più borghese che si terrà all'Oval, io stadio dei trionfi del pattinatore Enrico Fabris.

Poi toccherà agli impegni più duri nella nuova vocazione che la città ha deciso di darsi, l'innovazione tecnologica: dalla gara europea per i finanziamenti destinati alle città che sperimenteranno l'uso dell'idrogeno, alla già partita lotta quotidiana per attrarre gli investimenti su Galileo, ii sistema europeo di localizzazione satellitare. Quella del libro è una storia che racconta molto dello sforzo fatto da Torino per non finire in retrovia. La candidatura all'Unesco, che di anno in anno designa la sede dell'iniziativa (il testimone arriva da Monteal) è stata presentata in collaborazione con Roma e coordinata dalla Fondazione per il Libro, la musica e la cultura guidata da Rolando Picchioni. una delle istituzioni pubbliche che tentano di risvegliare l'economia cittadina, tramortita dalla crisi dell'auto. La Fondazione, infatti, è nata cinque anni fa con lo scopo di trattenere a Torino la Fiero del Libro, all'epoca in difficoltà e perciò finita nel mirino delia Milano pigliatutto. La fuga deila Fiera, che si aprirà il 4 maggio al Lingotto, sembra ora scongiurata e gli eventi della "Capitale del Libro" si spera servano proprio per consolidare il risultato, proiettando l'appuntamento torinese a livello internazionale.

La città sarà disseminata di eventi (programma su: www.trwbc.it) che si ispirano ai segni di punteggiatura: si va dal punto interrogativo, che indicherà le "Domande al Male", a quello esclamativo, che servirà per rileggere il Novecento attraverso i suoi slogan. Da Torino, le manifestazioni si allargheranno in tutta Italia sulle tracce dei Grand Tour del passato: "Non ci muoveremo come rabdomanti impazziti, ma con un obiettivo preciso: sfatare l'idea che l'Italia sia ai margini della globalizzazione", dice Picchioni. E i soldi? "Comune, Regione e Provincia ci mettono due milioni e rnezzo. Ma ci aiutano anche i privati: l'Unicredit collabora con 800 mila euro" , spiega.

A Torino, dunque, sperano che un amtributo al rilancio venga proprio dal turismo. In Piemonte gli alberghi fanno raramente il pieno: 52 giorni l'anno, un terzo del Trentino, un quarto della Savoia francese. In questo senso, il lascito olimpico può servire, ma bisognerà farlo fruttare. Per ora gran parte degli impianti di montagna, con l'aggiunta del Palasport progettato da Arata Isozaki, sono stati conferiti alla Fondazione 20 marzo 2006. All'inizio saran dolori, visto che le perdite gestionali arriveranno a 7-8 milioni l'anno. Poi si vedrà. Sull'esempio della Film Commission che riportato le produzioni cinematografiche a Torino, è stata creata una Sport Commission, che spera di attrarre gare internazionali e sostenere lo sviluppo di squadre cittadine in discipline ora neglette.

Per quel che riguarda il Palasport, l'idea "è di trasformarlo nel Madison Square Garden torinese, fatte le debite proporzioni, per ospitare eventi sportivi, spettacoli, congressi", dice Andrea Bairati, l'assessore regionale che si occupa della materia. La gestione sarà affidata con una gara intemazionale, ma serviranno anche denari pubblici: per questo la Regione di Mercedes Bresso ha illustrato al governo una proposta di legge per trattenere parte del gettito fiscale, destinandolo al turismo.

E' chiaro che, per far sopravvivere quella che era una piccola metropoli industriale, servirà altro: la città si è ridotta ormai sotto i 900 mila abitanti: non si ferma l'emorragia di giovani verso Milano o Londra: le esportazioni nel giro di quattro anni si sono dimezzate: nel ventre molle dei 75 mila addetti dell'indotto auto molte imprese sono desitinate a non sopravvivere.

All'orizzonte, tuttavia, nuovi rilevanti insediamenti industriali non se ne vedono. Di conseguenza Torino ha deciso di puntare tutto sull'innovazione e si è aggrappata ai suoi simboli, a cominciare dal Politecnico. Il rettore Profumo, che si ispira all'Ecole Polytchnique di Losanna, mette in fila i fatti. Da settembre potrà contare su 600 nuovi posti letto del centro stampa olimpico. Nelle prossime settimane sarà firmato il primo di una serie di conrtatti che porteranno tre-quatrro grandi industrie (tra cui una casa automobilistica straniera) ad aprire centri di ricerca nella nuova cittadella, ampliata da corso Duca degli Abruzzi verso l'area retrostante, strappata alla ferrovia. In due anni verranno investiti altri 100 milioni per realizzare, fra l'altro, un centro sportivo nel cuore dell'università. "Le pere mature non possono essere lasciate sull'albero.-, dice Profumo, per dare l'idea che il futuro non è un progetto, ma un treno già lanciato.

Il Politecnico non è tutto. La Regione ha da poco approvato una legge che destina alla ricerca 280 milioni in tre anni. E gli obiettivi sono molteplici. La città, ad esempio, vuole entrare tra le dieci aree che l'Unione europea finanzierà con 2 miliardi: per diffondere le tecnologie dell'idrogeno. Cosi, durante i Giochi, sono stati messi in mostra progetti e realizzazioni (dagli impianti di generazione allo scooter a idrogeno) sviluppati con l'aiuto, fra gli altri, dell'Environment Park di via Livorno. Poi c'è Galileo. La Fondazione Torino Wireless, guidata da Rodolfo Zìch, lavora per inserire Torino ai primi posti nella ricerca e nella progettazione delle applicazioni del nuovo sistema satellitare. I primi bandi sono stati aggiudicati, altri ne arriveranno: Torino sembra in corsa. Da capitale dell'ìauto a capitale delal ricerca? "Qui il termine capitale non ha portato molta fortuna. Ma progetti come Galileo vogliono dire formazione, nuove imprese, innervamento a livello internazionale".

Luca Piana

 
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