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15.03.2006 - Impianti, il rebus gestione
Tra un anno e pochi mesi la Galleria d'arte moderna sarà completamente riallestita sotto la volta di Torino Esposizioni. Entro il 2008 il Palavela verrà diviso a metà, con una parte dedicata alle esposizioni temporanee e l'altra al Museo Egizio. L'Oval andrà a unirsi al Centro Fiere del Lingotto, mentre per lo sport rimane il palazzetto di corso Tazzoli con le sue due piste per il ghiaccio. È tutta qui l'eredità olimpica torinese, per lo meno nella sua componente artistico-sportiva; proprietà e gestione di queste strutture resteranno in capo al Comune, che invece ha preferito affidare alla fondazione post-olimpica il Palalsozaki.

Costato 86,82 milioni, con i suoi 15mila potenziali posti a sedere l'arena dell'hockey olimpico non si annuncia un impianto di facile gestione; serviranno 800mila euro l'anno solo per tenerlo chiuso, ma la bolletta potrebbe salire tino a 4.8 milioni nel caso in cui si riuscissero a catturare i 90 eventi considerati soglia crìtica per renderlo economicamente interessante. I costi di abbattimento - si legge in uno studio ad hoc commissionato dalla Regione Piemonte - ammonterebbero a 8 milioni, mentre gli investimenti necessari per il post-ohmpico sono compresi tra i 16 e i 20 milioni, di qui l'inevitabile conclusione: "Tenerlo chiuso o sottoutilizzarlo non ha senso, è più economico distruggerlo".

Ma quest'ultima è un'opzione che l'assessore alla Cultura del Comune di Torino, Fiorenzo Alfieri, non vuole neanche prendere in considerazione: "Ci sono tutte le premesse - osserva - per ospitare eventi di richiamo intemazionale, dallo sport alla musica, dall'opera alla danza. Piuttosto, possiamo ipotizzare di eliminare il Mazda Palace". Proprio il palazzetto di corso Ferrara, attualmente gestito dalla Ggm di Divier Togni, è un punto di riferimento interessante: attualmente ospita una media di 21 eventi l'anno, troppo pochi per saturate il Palalsozaki. Che invece dovrà puntare, come accennato, a 90 eventi, tutti di richiamo superiore ai tremila spettatori (per non fare concorrenza all'Auditorium del Lingotto) per un'affluenza totale di 602mila visitatori l'anno: "L'obiettivo - si legge ancora sullo studio - è molto ambizioso ma raggiungibile". Anche perché il mercato dei concerti e in crescita. Tornando a Torino Esposizioni e al Palavela, il destino è ormai segnato: per l'allestimento della Gam i costi si profilano contenuti, mentre per la divisione in due piani dell'edificio ridisegnato da Gae Aulenti il Comune si prepara a un investimento compreso tra i 10 e 15 milioni: "necessari - interviene ancora Alfieri - a realizzare la soletta che separerà l'area riservata alle antichità egizie, un'appendice del Museo, da quella per le grandi mostre. Una volta completato questo intervento (si guarda al 2008 ndr) la città avrà un secondo asse museale dopo quello del centro, che correrà lungo il Po e comprenderà anche il Museo dell'Auto, la Promotnce e il Castello del Valentino». tre strutture che si preparano a ricevere imponenti maquillage di forma e sostanza.

I margini di manovra sono ridotti anche per l'Oval, la maxi struttura realizzata in area Lingotto che ha ospitalt le gare di pattinaggio di velocità. Pur restando a disposizione per eventuali manifestazioni sportive (anche su ghiaccio, visto che le serpentine rimarranno), il padiglione e destinato a entrare a far parte del centro fiere e verrà affidato alla Promotor di Alfredo Cazzola secondo modalità allo studio da parte del Comune: "il progetto dovrebbe mettere a sistema le strutture fieristiche, dell'Oval e del centro congressi del Lingotto al fine sia di ampliare che di integrare l'offerta complessiva a livello nazionale e internazionale, suggerisce Umberto Benezzoli, direttore generale di Promotor International.

Il debutto post-olimpico dell'Oval è già fissato al 25 marzo prossimo, quando la struttura ospiterà una parte del salone Expocasa; nei mesi successivi si tornerà a parlare di sport con le olimpiadi degli scacchi e i mondiali di scherma: "Intanto - segnala Giambattista Quirico, vice direttore generale del Comune di Torino — stiamo per procedere all'eliminazione delle tribune (tutte affittate e mobili, ndr) e l'allestimento di alcune pareti mobili che consentiranno di suddividere il grande salone di 20mila metri quadrati".

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