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17.03.2006 - La ricerca brilla su Torino. L'Università è terza in Italia
Nella ricerca l’Università di Torino non se la cava niente male: secondo la valutazione triennale 2001-2003 del Civr l’ateneo torinese è al terzo posto, dopo Milano e Padova, nella classifica dei 13 maggiori atenei italiani, addirittura in prima posizione nell’area delle scienze biologiche e mediche. Sono stati 519 i «prodotti di ricerca» (tra cui articoli, libri, brevetti, manufatti, progetti e mostre) presentati dall'Università al Civr: di questi il 36% sono stati giudicati «eccellenti», il 45% «buoni», il 16% «adeguati» e solo il 3% limitati. Nelle scienze fisiche i voti d’eccellenza sono ancora più alti, con il 74%, e nelle scienze biologiche il 68%. Valori alti anche nelle scienze mediche, in quelle economiche e statistiche, nelle tecnologie dei nano-microsistemi.

Il rettore Ezio Pelizzetti, che ha illustrato ieri a Palazzo Nuovo i dati del Comitato d’indirizzo per la valutazione della ricerca, sulla scia degli ottimi risultati ha rilanciato il progetto della Città della Salute che, coinvolgendo soggetti pubblici e privati, tra cui la Regione, dovrebbe far nascere una nuova struttura di formazione, ricerca e assistenza, un centro che prevede la concentrazione di un polo ospedaliero e di servizi di ricerca tecnologica e universitaria. La valutazione del Cirv ha coinvolto 102 tra atenei, istituzioni pubbliche e enti privati italiani in cui lavorano 64 mila ricercatori, per oltre 17 mila prodotti di ricerca valutati. L’analisi ha considerato elementi come la tipologia del prodotto, la lingua di pubblicazione, la distribuzione sulle varie aree, il dimensionamento delle strutture. I risultati hanno mostrato come la produzione scientifica dell’Università di Torino sia di ottimo livello, «un motivo d’orgoglio - ha aggiunto il Rettore - ma anche un dato che evidenzia che ci muoviamo un un sistema sempre più competitivo, in cui la valutazione dei risultati inciderà notevolmente in termini di acquisizione delle risorse».

Da questa considerazione emerge la necessità di valorizzare l’alto livello constatato ieri anche all’esterno, attraverso una diffusa azione di comunicazione, e all’interno, ha aggiunto Pelizzetti, «deve essere preso come stimolo a fare ancora meglio, con nuove strategie che coinvolgano tutte le componenti dell’Ateneo».

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