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21.03.2006 - Il grattacielo Fuksas al Lingotto
Il grattacielo della Regione non solo si farà ma sarà più alto di quello inizialmente progettato: 115 metri, quindici in più rispetto ai cento iniziali. Cambia, invece, il luogo di costruzione: non più l’ex Materferro sulla Spina 1, al suo posto la giunta regionale guidata da Mercedes Bresso ha deciso di realizzarlo sull’area lasciata libera dalla Fiat Avio su via Nizza di proprietà della Regione. Lo ha deciso ieri l’esecutivo di piazza Castello che ha incaricato l’architetto Massimiliano Fuksas di studiare non solo le modifiche al suo progetto iniziale ma anche la riqualificazione urbanistica di tutta l’area adiacente al Lingotto e che si affaccia sull’ormai ex villaggio olimpico dei Mercati generali e sull’arco olimpico.

Spiega Bresso: «Adesso, in accordo con il Comune, dovremmo studiare gli interventi che serviranno per completare il riordino urbanistico ed architettonico della zona sud-est della città reso possibile dall’organizzazione delle Olimpiadi». Una localizzazione che guarda anche al futuro ed è per questo che la Regione cerca l’intesa con il Comune che da anni ha nel cassetto i progetti per l’interramento dei binari, lo spostamento della stazione centrale da Porta Nuova al Lingotto e il prolungamento della metropolitana. L’architetto romano, così, dovrà verificare non solo la possibilità di «esportare» su un’area diversa il progetto ma anche il suo inserimento nel nuovo tessuto sociale e urbanistico della zona Sud-Est.

Questo non è l’unico compito dell’architetto romano. Ancora Bresso: «Abbiamo deciso di realizzare un unico palazzo della Regione e dunque di riunire in un unico edificio tutti gli assessorati e, se possibile, e in accordo con l’Assemblea regionale, anche gli uffici del Consiglio». Il modello è quello del Pirellone della regione Lombardia dove l’organo esecutivo e quello legislativo convivono. Fuksas, dunque, non solo alzerà il grattacielo ma, probabilmente, ne allargherà la base. La decisione arriva alla fine di una lunga verifica economica, patrimoniale e architettonica condotta dal vicepresidente Gianluca Susta. Verifiche che hanno portato ad escludere la possibilità di utilizzare l’ex sede della Fiat di corso Marconi ritenuta inadeguata alle necessità regionali. Costo dell’operazione 160 milioni di euro. Spiega Susta: «Si tratta di un investimento importante che però ci permetterà di risparmiare i 18 milioni di euro che paghiamo ogni anno in affitti».

La Regione per realizzare il grattacielo (Fuksas ha vinto un concorso internazionale voluto dall’ex presidente della Giunta, Enzo Ghigo) ha bisogno dell’autorizzazione del Comune di Torino che dovrà approvare una variante del piano regolatore in modo da rendere edificabile l’area. Susta si dice convinto che una parte dell’operazione «potrà essere finanziata attraverso la cessione di una parte dei diritti edificatori a terzi che potranno costruire edifici residenziali».

La Regione è diventata proprietaria dell’area nel 2004. L’ex presidente Ghigo autorizzò l’acquisto - 51 milioni di euro - con l’intenzione di costruirci le Molinette 2, parte centrale del progetto del parco della Salute. Bresso, dunque, fa cadere quell’ipotesi di localizzazione mentre rimanda al nuovo piano sanitario le scelte sul futuro della città della Salute.

L’architetto: Un parco intorno alla mia torre

Per mesi si è sentito tradito da Torino («una città di cui sono letteralmente innamorato»). Erano i mesi in cui dalla giunta Ghigo si passò a quella Bresso. E l’architetto Fuksas apprese dai giornali che, forse, la Regione avrebbe accantonato l’idea di realizzare sulla Spina 1, su suo progetto, la nuova sede dei suoi uffici.
Era più o meno la fine dell’aprile 2005. E Fuksas dichiarò: «Se sono amareggiato? Beh, mi pare il minimo. La decisione della Regione, sempre che venga confermata, incrina il mio rapporto con la città. Ci ho lavorato cinque anni a quel progetto. L’idea di accantonarlo, adesso, non è soltanto un peccato per me, lo è per l’architettura e per Torino». Ieri, invece, il sospiro di sollievo. La Regione ha sì deciso di cambiare area (dalla Spina 1 all’ex Fiat Avio), ma di non cambiare il progetto. E quindi via libera al grattacielo tutto acciaio e vetro del professionista romano.

Allora architetto, soddisfatto?
«Soddisfatto? Galvanizzato direi. La nuova area è zeppa di segni architettonici di grande suggestione. Da una parte il magico arco rosso, dall’altra il Lingotto e il nuovissimo villaggio olimpico. Insomma, c’è da sguazzarci in quel “margine urbano”. E incastonarci il grattacielo sarà una sfida e un privilegio insieme».

Ma il progetto resterà uguale?
«Più o meno sì, anche se ritoccherò leggermente l’altezza, passando dai 105 metri ai 115. Cambierà però molto il contesto: essendo l’area a disposizione molto grande potremo permetterci il lusso di creare attorno alla costruzione un maxiparco urbano di grande capacità attrattiva».

Lei, però, diceva: un progetto non puoi trasferirlo da un punto all’altro della città. E’ come un abito confezionato da un sarto, se cambi persona si può buttare...
«Non ho detto buttare, ho detto modificare. E infatti il contesto cambia e di molto. Sulla Spina 1 il parco non c’era, e non è una cosa da poco, mi creda».

Quali saranno le caratteristiche più importanti di questo grattacielo?
«Intanto sarà all’avanguardia per l’utilizzo di materiali ecologici. Niente, all’interno di quella torre tutta acciaio e vetro, sarà realizzato senza il massimo rispetto per l’ambiente».

E lei quando ha saputo che la presidente Mercedes Bresso ha deciso di utilizzare il suo progetto?
«Più o meno un mese fa. Ma non mi faccia scendere nei dettagli, l’importante è che la Regione abbia scelto di costruirsi una sede nuova che alla fine rappresenterà anche una scelta economica».

Quanto impiegherete a costruirlo?
«Io comincerei anche domani. E ci impiegherò non più di 24 mesi. Parola di Fuksas».

Maurizio Tropeano

 
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