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25.03.2006 - Affascinati da monumenti e movida
Entusiasti, felici, incantati. Qualcuno addirittura sostiene di «aver vissuto come in una favola». Benedette Olimpiadi che hanno trascinato a tanta festante soddisfazione per una visita a Torino.

La buona notizia arriva dal gruppo Omero dell’Università di Torino, che da anni segue gli umori dei torinesi sull’evento olimpico. Sul sito del Toroc ha piazzato un questionario in inglese nel quale sollecitava gli ospiti a esprimere critiche o apprezzamenti. Si sa che di solito a scrivere sono gli insoddisfatti, vogliosi di dar conto delle cose che non vanno. E invece sono piovuti apprezzamenti mai visti fatti da persone di cultura (e reddito) medio alti tra cui parecchi ospiti degli sponsor.

Talmente felici da assicurare, nella quasi totalità (il 93% degli italiani e il 71 degli stranieri) che torneranno a Torino. Il campione - 670 ospiti di cui 246 italiani e 424 stranieri - ha confermato sensazioni maturate nei giorni dei Giochi: pochi si aspettavano una città così. Torino è risultata migliore delle aspettative per il 72% degli stranieri e per l’84% degli italiani. E’ piaciuta così tanto che sarà raccomandata agli amici da quasi tutti gli italiani e dall’84% degli stranieri. Un poco minore, ma sempre assai elevato, è il successo delle Valli alpine: saranno raccomandate dall’89% degli italiani e dal 77% degli stranieri.

Il professor Sergio Scamuzzi, che dirige Omero, spiega: «A piacere di più il paesaggio montano e la città, con le sue architetture, la gente e gli spettacoli offerti dalle Olimpiadi, il cibo e i caffè, la Medals Plaza che ha mandato in delirio in particolare gli italiani. Cioè tutti gli elementi in cui la città doveva vivere e accogliere. Buona la soddisfazione anche per i negozi, l’organizzazione, i trasporti e gli alberghi, ma non ai livelli più alti possibili». E aggiunge: «A una domanda aperta a qualsiasi dichiarazione, sono stati citati tra gli elementi più apprezzati, la città in sè con i suoi edifici, le strade, la sua storia. Una impressione complessiva non legata a singoli luoghi o beni. E la gente è piaciuta molto. Così finalmente non si dirà più che i piemontesi sono scontrosi!».

Scamuzzi è soddisfatto: «Questi risultati sono importanti; si tratta di una promozione eccezionale per la città. Ma soprattutto sono indicazioni che per Torino, e anche per le vallate, ci indicano che cosa fare in futuro». Spiega: «Ogni volta che ci sarà un evento si dovrà ricordare che per renderlo un successo dovremo mobilitare la città. Gli ospiti, alla fin fine, sono stati più soddisfatti di una passeggiata in una città aperta e allegra che della notte in albergo». E già pensa al prossimo incontro mondiale tra le scuole Suzuki: «E’ un esempio: se Torino ha fatto, come ha fatto, un lavoro sulla città dei ragazzi lo deve mostrare, si deve far coinvolgere dalle centinaia di giovani e di famiglie che saranno qui».

Marina Cassi

 
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