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29.03.2006 - Effervescente, moderna e vitale: cambia la percezione della città
Che le Olimpiadi siano andate bene, anzi benissimo, lo sappiamo già. Adesso però, cominciano ad arrivare le prime ricerche a confermare che ai torinesi (e non solo), questi Giochi Invernali, sono piaciuti davvero. Ci ha pensato la Lexis di Milano, società specializzata nella comunicazione d´impresa, a certificare quanto Torino abbia approfittato al meglio di un «incredibile spot pubblicitario». Lo dimostra l´interesse che i Giochi hanno suscitato: quasi il 70% del campione (803 interviste tra Torino, Piemonte e resto d´Italia) dichiara di aver seguito «moltissimo» o «abbastanza» le gare; nessuno risponde «per niente», il 32% «poco»; ma anche questa minoranza scompare tra i torinesi, divisi tra le categorie «moltissimo» (55%) e «abbastanza» (45%). Un interesse soddisfatto tramite i media tradizionali (ma oltre la metà dei torinesi intervistati dichiara di aver preso parte ad almeno un evento olimpico) e soprattutto internet: con più di 710 milioni di pagine web visitate, Torino 2006 stacca Salt Lake City 2002 del 300%.

Il successo dell´evento si è tradotto in un cambiamento radicale dell´immagine della città. E i più sorpresi sono proprio i suoi abitanti, i più propensi – almeno secondo Lexis – ad addossarsi cliché negativi. Per il 63% degli intervistati l´immagine di Torino è «molto migliorata»; la percentuale (evento non proprio frequente nelle rilevazioni statistiche) sale al 100% tra i torinesi.

I ricordi più intensi tra gli abitanti del capoluogo, subito dopo gare e premiazioni, hanno a che fare con «l´atteggiamento positivo dei torinesi» e la «vitalità della città», segnalati come sorprendenti tra i diretti interessati con percentuali bulgare, molto meno che in Piemonte e nel resto del Paese.

Alla fine la certificazione più importante è che lo slogan «Passion lives here» è stato davvero azzeccato: In base a complicati calcoli (Lexis è una società che suggerisce alle imprese come vendere meglio sulla base delle emozioni consumatore) scopriamo che l´idea di Torino è cambiata radicalmente prima e dopo: la percezione della città preolimpica – secondo un "software trigonometrico psicolinguistico" dal sapore vagamente stregonesco – era collocata in una zona del cervello del quadrante depressione caratterizzata da parole chiave quali "Fantozzi", "Nostalgia", "Simca", "Burocrazia" e (mistero…) "Musica classica". Dopo i Giochi, c´è stato un deciso balzo verso il quadrante euforia segnata da "Effervescenza", "Moda", "Competenza", "Protagonismo" e (altro mistero, ma si parla di marketing….) "Mediaset". Secondo questa particolare mappatura celebrale, Torino è oggi al livello di Milano, Bologna e Roma.

Piacciano o no le parole chiave, l´idea di una svolta positiva è netta: «Oggi Torino – sostengono i curatori della ricerca – possiede una variabile in più che sta determinando un modello vincente a cui guarda tutta l´Italia e non solo: l´innovazione emozionale. La passione olimpica si è trasformata in un´emozionalità costruttiva, vivace e duratura. Una comunicazione coordinata ed efficace può trasformare questo momento di grande visibilità in un continuum».

Stefano Caselli

 
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