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30.03.2006 - Alla Reggia come al cinema per vedere la vita di corte
«Claudia Cardinale sarebbe una splendida Duchessa di Savoia». L’idea seduce il regista Peter Greenaway, incaricato dall’assessore regionale Gianni Oliva di ricostruire nella Reggia di Venaria, con quattro installazioni cinematografiche, la vita della corte sabauda, per una cifra «ancora in fase di contrattazione - precisa Oliva- attorno al milione e mezzo di euro».

Ieri il regista ha visionato la reggia e ha incontrato gli storici che lo affiancheranno nell’impresa, che realizzerà assistito da tecnici inglesi ed olandesi. Ha in mente un ricco elenco di attori internazionali che vorrebbe coinvolgere. «Entro breve tempo - annuncia - comunicheremo il cast». Il set impegnerà 9 mesi di lavorazione, per consegnare l’opera nel settembre del 2007, quando la residenza verrà inaugurata con una mostra dedicata alla storia di Casa Savoia. «E’ la prima volta - dice Oliva - che si utilizza il cinema per rianimare con un allestimento permanente una colossale dimora come la Reggia di Venaria, grande quanto quella di Versailles. E’ un approccio che richiede di trovare un punto di equilibrio fra spettacolarità e rigore scientifico, per questo abbiamo scelto Greenaway».

«Venaria mi ha lasciato senza fiato» confessa il regista. «E’ sorprendente la sua mole e la quantità di opere che l’hanno fatta risorgere. Ora il mio compito e di restituirle i suoi antichi abitanti, dai duchi ai loro servi, che ricompariranno sulle sue pareti, grazie alle nuove tecnologie offerte dal cinema e dalla computergrafica».

«Il riallestimento della Reggia prevede più aree distinte» spiega Alberto Vanelli, direttore regionale dei Beni culturali. «Vi saranno grandi spazi monumentali, come il Salone e la Galleria di Diana, la Galleria Alfierina e la Chiesa di San Uberto, che faranno mostra di sé solo con le loro stupefacenti architetture. Sotto la Galleria di Diana saranno invece attrezzate sezioni didattiche con sussidi multimediali, che racconteranno la storia del Piemonte e della dinastia sabauda».

«Quindi - aggiunge Oliva - verranno allestiti percorsi di visita. Con oggetti e documenti provenienti da altre residenze e da grandi musei rievocheranno la vita delle corti dell’epoca barocca». A complemento di tutto ciò si aggiungeranno gli interventi di Greenaway. Saranno quattro. «Nel seminterrato, sotto il salone di Diana - spiega il regista - dove vi sono le grandiose cucine della reggia, ricostruiremo con proiezioni, suoni e effetti sonori l’attività della servitù, incaricata di servire 500 coperti al giorno. Rivedremo i banchetti, scopriremo l’etichetta che ne regolava lo svolgimento». Negli appartamenti privati del Duca, con vista sui giardini, «ritroveremo Carlo Emanuele II di Savoia, il fondatore di Venaria, sorpreso nella sua vita privata. Assisteremo al suo risveglio, alle sue tresche amorose, alle nascite dei principi e ai lutti di famiglia. Cercheremo di sottolineare anche i piccoli segreti, il pettegolezzo di corte».

La scena farà quindi un salto nel tempo. All’uscita della Galleria di Diana, nelle sale successive, concepite dall’architetto Garove, ricompariranno le feste, i balli e le udienze di Vittorio Amedeo II di Savoia e di suo figlio Carlo Emanuele III. Mentre in prossimità degli ambienti realizzati da Benedetto Alfieri farà ingresso un corteo di cavalieri e di equipaggi venatori, al rientro dalla caccia. Sarà uno spettacolo che durerà in tutto circa un’ora, ma a ciclo continuo. «Potrà intrattenere il pubblico a volontà - nota Greenaway - e lo realizzeremo in modo che possa essere ampliato nel tempo con nuove scene». Gli interpreti? «Penso a grandi attori del cinema italiano e internazionale della fine degli anni Sessanta, come Claudia Cardinale, affiancati da quelli odierni». «Entro la fine della primavera - assicura Oliva - saremo in grado di presentare l’intero progetto nei particolari».

Maurizio Lupo

 
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