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30.03.2006 - Il Poli triplica
Un fiume di denaro: centoventicinque milioni di euro. Sono gli investimenti in arrivo al Politecnico, che ha finalmente firmato un pezzo di carta, un accordo di programma, che sancisce l’arrivo dei soldi per realizzare, entro il 2008, la più attesa ed importante tranche del progetto-raddoppio. Lo farà dando vita a una cittadella del sapere innervata di industria innovativa: la General Motors Powertrain Europe insedierà infatti nel campus di corso Duca degli Abruzzi il principale centro di ricerca mondiale sui motori diesel e i controlli elettronici ad essi correlati. Vi saranno ideati motori di nuova generazione, a basso potere inquinante e a ridotti consumi.

Autogrill addio
Mette così le ali il sogno dell’ex rettore Rodolfo Zich, che ormai sembrava quasi non dover mai prendere forma. Il suo successore, Gianni Del Tin, dopo molti appelli caduti nel vuoto fu costretto infatti a fermare i cantieri, oggi bloccati da due anni proprio per il muro di porte chiuse che il «Poli» aveva finora trovato nella caccia di finanziamenti. Ora la gigantesca incompiuta piantata nel cuore della Spina 2, una vera e propria ferita urbanistica in un’area cruciale per lo sviluppo della città, ha finalmente, se non le ore, i mesi contati: entro il 2008 saranno completati quelli che ormai nell’ateneo molti chiamavano ironicamente «gli autogrill», ovvero i palazzi a scavalco su corso Castelfidardo progettati da Vittorio Gregotti e rimasti tristemente monchi, spezzati: terminano nel nulla, puntando a una grande area sterrata delle ex Ogr, le Officine grandi riparazioni delle Ferrovie. Presto lo sterrato diverrà una piazza urbana da 10 mila metri quadri, orlata di portici sotto i quali saranno ospitati ristoranti e negozi, e animata dal viavai di migliaia di studenti e professori. I monconi dei palazzi si prolungheranno verso le Ogr e chiuderanno due lati della piazza. Il terzo lato da costruire, quello verso via Boggio, ospiterà in 20 mila metri quadrati il centro di ricerca Powertrain.

Quattordici sedi
Con il via al raddoppio il Politecnico ricomincia da tre, nel senso che riorganizza e concentra le proprie attività, oggi sparse su 14 sedi, su tre poli. A quello centrale nell’area tra corso Duca degli Abruzzi 24 e via Boggio, s’aggiunge quello, sempre più importante nella vita dell’ateneo anche in virtù dei patti con gli enti locali, di Mirafiori, dove traslocheranno la laurea e i laboratori di ricerca legati al design industriale e all’ingegneria dell’autoveicolo. Irrinunciabile il polo del Castello del Valentino, sede aulica presente nel logo del Politecnico, destinata però a svuotarsi quasi completamente di studenti.

Milioni di milioni
E’ l’oggetto di un patto siglato ieri dal rettore del «Poli» Francesco Profumo, dal sindaco e dai presidenti di Regione e Provincia, che l’hanno illustrato insieme al vicepresidente di General Motors Powertrain Europe, Roger Johansson. Il Comune finanzierà la nuova Cittadella Politecnica con 20 milioni di euro, la Regione con 25 e la Provincia con 5. L’ateneo investirà 50 milioni per costruire la manica parallela a corso Castelfidardo destinata a Powertrain e realizzerà, con la piazza e i parcheggi, migliaia di metri quadri di impianti sportivi, che si troveranno a pochi passi da quelli del Cus di via Braccini. Utilizzerà fondi propri e mutui, e otterrà da Powertrain, con cui stringe un patto per progetti di ricerca e di formazione congiunti (con master, tesisti, dottorandi e tirocini) 2 milioni l’anno, per 30 anni. Dal canto suo, GM - che trasferirà al «Poli» anche l’attività di via Pianezza, e passerà da 190 a 300 addetti - spenderà 25 milioni per le attrezzature dei laboratori di ricerca e le celle-prova dei motori di nuova generazione, poco inquinanti e a basso consumo. I tempi di realizzazione su cui il Poli s’impegna sono strettissimi: se entro il 2006 saranno disponibili i primi 50 mila metri quadri della Cittadella, a gennaio 2008 dovranno essere pronti i primi laboratori per Powertrain, e per fine 2008 tutti i palazzi saranno completati.

Un progetto strategico
Sergio Chiamparino, Mercedes Bresso e Antonio Saitta sottolineano il valore strategico dell’operazione, pensata come fabbrica di idee e di futuro: «Vogliamo dare prospettive ai giovani, alle imprese e al territorio, investendo in un progetto che germinerà nuova occupazione e attrarrà altre aziende. L’accordo con Powertrain dimostra che nell’automotive Torino, oltre a Fiat, può attrarre altri marchi mondiali». Johansson ha sottolineato che il patto con il «Poli» ha durata trentennale: «Potenziamo stabilmente i nostri investimenti a Torino per la grande capacità di progettazione di quest’area. Vogliamo utilizzare tutto il know how presente sul territorio».

In prospettiva, GM potrebbe non essere l’unico asso giocato sulla Cittadella. Mesi fa il rettore Profumo aveva parlato della chance di attrarre Microsoft, e si vorrebbe che Powertrain fosse la prima di una serie di aziende: nel campus in cui si sposano l’accademia e l’industria ci sono altri 80 mila metri quadri liberi. «Questo accordo - ha aggiunto Chiamparino - va letto tenendo presente l’acquisto delle aree di Mirafiori, l’altro grande polo di sviluppo in cui la ricerca scientifica e tecnologica genererà spin off, e in un disegno di città della scienza che prevede la collocazione dello “science centre” nel cosiddetto “Duomo”, del quale stiamo trattando il passaggio dalle Fs».

Dal rettore Profumo, una promessa: «Costruiamo da oggi un percorso pluriennale in un settore molto più ampio di quello dei motori, con applicazioni enormi, dall’elettronica all’energia pulita. Vogliamo sempre di più fornire sapere alle aziende, e sempre di più attrarne nel campus. Il Politecnico muta la sua missione: alla ricerca e alla didattica, aggiunge i servizi al territorio e al sistema socio-economico, di cui si pone come volano».

Giovanna Favro

 
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