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31.03.2006 - Il Metro riparte da via Nizza
Il cantiere sarebbe pure potuto partire domani, 1°aprile: «Ma, poi chi ci avrebbe creduto che di lì sarebbe passato il metrò?» battuteggia l’assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero. In realtà l’occasione è di quelle che portano davvero allegria, nel senso che a pochi giorni dalle Olimpiadi, a Torino apre lunedì un altro, grande cantiere: quello del prolungamento della linea 1 da Porta Nuova a Lingotto. Costo dell’opera 14 milioni e 356 mila euro, inaugurazione fine 2010.

Qualcuno obietterà: ma i lavori non dovevano cominciare già alla fine dell’estate 2004? Vero, ma, come ha spiegato ieri l’assessore, pareva una cosa cominciare un cantiere per poi bloccarlo durante le Olimpiadi. «Abbiamo risparmiato ai turisti la vista su altre transenne», aggiunge il direttore della Viabilità Biagio Burdizzo. Ma veniamo al programma dei lavori, che per la prima volta, nel primo segmento di tratta verranno eseguiti con i vecchi metodi di scavo precedenti alla adozione della «Tunnel Boring Machine», meglio nota come «talpa». Motivo? La curva a gomito che il metrò dovrà fare una volta arrivato a Porta Nuova per proseguire in via Nizza non consentiva l’impiego della talpa. «A quel punto proseguiremo con la vecchia tecnica di scavo fino a largo Marconi - spiega Sestero - e soltanto a quel punto entrerà in scena la Tbm». Il cantiere non pregiudicherà mai il transito (nelle due direzioni) di via Nizza, ma inevitabilmente finirà per danneggiare le attività dei negozi che si affacciano sotto i portici. Per questo motivo l’assessorato al Commercio ha già pensato di realizzare alcune iniziative per rendere più appetibile lo shopping in zona, mentre Gianluigi Bonino, l’assessore ai Tributi, ha già predisposto degli sgravi fiscali per tutti coloro che hanno una vetrina su via Nizza e dintorni.

Ma vediamo nei dettagli le tappe in cui si svolgerà questo cantiere che durerà la bellezza di tre anni. I lavori per il prolungamento Sud sono stati suddivisi in due lotti. Del primo lotto si è detto che è compreso fra corso Vittorio Emanuele II e largo Marconi (escluso) e verrà realizzato scavando col metodo tradizionale. Il secondo lotto, invece, va da largo Marconi al Lingotto. I lavori - quelli realizzati con la talpa - cominceranno alla fine dell’anno. Il nuovo prolungamento della linea 1 è lungo 3,9 chilometri e comprenderà sei stazioni: Marconi, Nizza, Dante, Carducci-Molinette, Spezia e Lingotto. La linea percorrerà tutta via Nizza dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova fino al Lingotto Fiere.

I lavori del primo lotto da Porta Nuova a largo Marconi sono suddivisi in due grandi fasi. La prima riguarderà lo spostamento dei sottoservizi (gas, luce, fognature) e la realizzazione di strutture di sostegno provvisorie necessarie per realizzare lo scavo della galleria. Questo lavoro durerà una decina di mesi. In principio il cantiere occuperà la metà di via Nizza che costeggia i portici. Nel corso dei lavori le uscite su via Nizza delle vie San Pio V, Berthollet e Galliari potranno essere chiuse. In seguito si lavorerà sulla metà della carreggiata che confina con la stazione di Porta Nuova, oggi dedicata al traffico verso il Lingotto.

Saranno istituiti divieti di sosta che riguarderanno solo le aree di cantiere. In un primo momento nel tratto da via Berthollet a corso Marconi, sulla carreggiata in direzione centro città, i parcheggi in linea diventeranno a «lisca di pesce». Il percorso dei mezzi pubblici non verrà modificato e gli autobus utilizzeranno la stessa corsia delle auto private. Verranno invece modificate le fermate che si trovano in via Nizza di fianco alla stazione. La fermata in direzione Nord (verso il centro) sarà spostata più avanti di circa 100 metri, fra via San Pio V e corso Vittorio, mentre quella verso piazza Carducci sarà soppressa.

La seconda fase riguarderà la realizzazione della galleria. A causa del ridotto raggio di curvatura fra la stazione e via Nizza i primi 100 metri verranno realizzati scavando a foro cieco, i secondi 200 metri con il sistema «cut and cover» (taglia e copri) e gli ultimi 300 metri sempre a «foro cieco». Lo scavo «cut and cover» è lo stesso sistema di scavo che si è utilizzato per realizzare le stazioni: si realizzano prima le paratie laterali, poi si getta la soletta di copertura e infine si scava il tunnel al di sotto dell’impalcatura. Il metodo di scavo della galleria "a foro cieco" invece consiste nello scavare la sagoma della galleria sotto il piano stradale con le ruspe per poi realizzare la galleria: prima rivestendola con un sostegno provvisorio (le centine) e poi con quello definitivo in calcestruzzo.

Una volta arrivata al Lingotto la metropolitana proseguirà verso altre direzioni: piazza Bengasi e Cascine Vica. Ma nessuno dei due tracciati è stato ancora finanziato dal governo. Dalla sotterranea del futuro a quella di oggi, quella linea che unisce Collegno e Porta Susa e ogni giorno trasporta 25 mila persone. «Presto cambieremo gli orari - ha annunciato il presidente Gtt Guiati - e faremo funzionare il metrò dalle 6 alle 24. E per i weekend ci stiamo attrezzando per prolungare ulteriormente il servizio».

Emanuela Minucci

 
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