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01.02.2006 - Idrogeno. Torino vincerà la scommessa?
Sulla scia del successo dei Giochi Invernali di febbraio, da tutti riconosciuti come le prime "olimpiadi verdi" della storia, Torino ha deciso di puntare in maniera decisa sull'idrogeno. E non solo per una questione di salvaguardia ambientale. Diventare infatti una delle "piattaforme" europee per la ricerca sull'idrogeno significa ricevere dall'Ue decine di miliardi di euro di finanziamenti per lo sviluppo di progetti ad impatto ambientale praticamente nullo. E non poteva esserci occasione migliore dei "Giorni d'energia all'idrogeno" (8-19 febbraio) per presentare, non solo ai torinesi, lo stato dell'arte delle nuove tecnologie energetiche, pulite e rinnovabili, che vanno a costituire la spina dorsale del Sistema Piemonte Idrogeno (Sph2), "L'idrogeno è sicuramente il più promettente vettore di energia pulita e il Piemonte vuole essere in prima fila nella ricerca e nelle sue applicazioni" ha affermato la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, nel corso della conferenza stampa di presentazione della manifestazione. E l'impegno del Piemonte per lo sviluppo di progetti "all'idrogeno" è stato ribadito anche da Andrea Bairati, assessore regionale all'Innovazione, che ha sottolineato come il Piemonte abbia battuto da solo la Germania, presentando un pacchetto di trentuno iniziative per la realizzazione del Sph2.

Nella splendida cornice di Hy-Park, una sorta di Futureland a metà fra il laboratorio scientifico e il parco divertimenti sulle rive del Po, i visitatori hanno potuto vedere e toccare con mano i risultati della ricerca piemontese nel campo dell'idrogeno, che hanno già importanti ricadute in vari settori della vita di tutti i giorni: dal riscaldamento domestico al trasporto pubblico, dal tempo libero alla mobilità a due e quattro ruote. La manifestazione torinese si è articolata in tre sedi, una in Torino e due fuori città. All'Hy Park i visitatori hanno potuto provare i primi Hysyrider, gli scooter all'idrogeno, capire come funzionano gli autobus pubblici e i furgoni Neo a celle a combustibile, divertirsi con flipper, juke-box e consolle per Dj alimentati a idrogeno. Nella sede distaccata di Cesana Torinese, presso l'ex colonia Italsider, è stato allestito un sistema energetico basato sull'idrogeno verde, che nel corso delle Olimpiadi ha alimentato il centro servizi per media ed atleti e che dopo i Giochi diventerà l'Università della Neve. Sul Lago d'Orta, infine, è in fase di ultimazione il primo albergo a cinque stelle interamente ad idrogeno.

Tappe di avvicinamento alla piattaforma comunitaria
Con Hy-Park è arrivato per il comparto piemontese dell'idrogeno il momento di sostenere il proprio esame di maturità. Infatti, in contemporanea con la mostra, si è svolta una tre giorni di incontri nel corso della quale una delegazione dei responsabili della Commissione Europea ha valutato i progressi e le prospettive del Sistema Piemonte Idrogeno. Si tratta di una tappa fondamentale verso la nomina della regione subalpina quale piattaforma europea dell' idrogeno. E i commenti da Bruxelles sono stati incoraggianti. La delegazione, della quale facevano pane europarlamentari, rappresentati delle principali multinazionali impegnate nello sviluppo delle fonti di energia alternativa e di alcune regioni europee già attive nell'idrogeno, ha sottolineato come "l'impegno delle regioni de Nord Italia rappresenti un'esplicita candidatura per lo sviluppo di ricerche sull'idrogeno in campo comunitario". Da Bruxelles inoltre si evidenzia come l'impegno profuso dal solo Piemonte abbia battuto la concorrenza della Germania intera. Ma siamo solo a metà dell'opera. Adesso è il momento di soddisfare la seconda condizione per poter diventare piattaforma comunitaria e ottenere i finanziamenti per la ricerta: dare vita ad un progetto transnazionale. Per questo, ha detto l'assessore Bairati, sono già da tempo attivi contatti con Valencia e con Londra, due interlocutori di sicuro affidamento. Per il momento Torino e il Piemonte si godono il proprio primato all'idrogeno, in attesa che. sulla scia dei successi olimpici, arrivino buone notizie anche per la ricerca scientifica.

Fabrizio Piccinini

 
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