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15.04.2006 - L'onda lunga delle Olimpiadi: turisti raddoppiati a Pasqua
La città della sorpresa. Torino vista da un gruppo di turisti belgi nell´era del dopo-Olimpiadi diventa la città del nuovo che affascina e delle scoperte strada facendo. In piazza San Carlo, finalmente quinta scenografica di sapore internazionale inondata di sole e animata dal cicalecchio poliglotta proveniente dai dehors, il gruppo dei 34 di Anversa lascia libero sfogo a commenti che sprizzano allegria: «Delle Olimpiadi torinesi abbiamo letto e sentito parlare alla televisione. Di qui la curiosità di venire a vedere quella che pensavamo fosse città dell´industria», dice Marina Boogers. Giudizio a caldo? Belle ristrutturazioni, palazzi grandiosi, cibo delizioso con particolare apprezzamento per il brasato al barolo, rispondono in coro Marie Paul Frederick, Marleen Van Oost, Tamara Neckebroek, in sosta in città per un tour Torino-Milano di sei giorni con la Verhoeven Bus company.

Non è poco. Una volta il capoluogo meneghino avrebbe fatto l´en plein, adesso deve perlomeno incassare il pareggio con quello sabaudo. Con i ragazzini Suzuki a zonzo con papà e mamma e i tanti turisti stranieri a passeggio alla vigilia delle vacanze pasquali, l´impressione è in realtà una conferma: le Olimpiadi hanno prodotto l´effetto sperato. I calcoli previsionali di Federalberghi sono un´iniezione di fiducia: la Pasqua post-olimpica registra un raddoppio di presenze. In un solo anno un balzo dal 30 per cento di camere occupate al 60-65 per cento di oggi. Tradotto in cifre, 10-12 mila persone quest´anno, soltanto 5-6 mila nel 2005. Un incremento che avrebbe fatto fare salti di gioia agli operatori del settore soltanto pochi mesi fa, quando l´aumento costante di presenze era un faticoso e lento rosicchiamento semestrale di pochi punti percentuale. In dodici mesi, le vacanze pasquali si avvicinano al rango di «alta stagione», quando prima sembravano destinate a non uscire dai confini della «bassa». Resta imbattibile il confronto con gli incassi della Fiera del Libro o del Salone del gusto (80-90 per cento di camere occupate), ma il match con i numeri di un fine settimana di normale attrattiva è ormai vinto.

Stranieri e italiani, difficile dire se i primi o i secondi prevalgano nel computo di Federalberghi. Dice il presidente regionale Bernardino Garetto: «Penso che si possa parlare di un 50 e 50, e fra gli stranieri un numero alto di americani, quasi a pari merito con gli europei». Che la benefattrice possa essere considerata la Nbc? Certo il collegamento giornaliero da piazza San Carlo, dove ogni giorno si magnificavano bicerin e formaggi dop qualche yankee curioso deve pur averlo attratto. «Ma è fondamentale spendere lodi per l´offerta culturale della città - torna a sottolineare Garetto - Sono le mostre e le esposizioni più importanti ad attirare la maggior parte dei turisti. Tanto che il personale si è ormai addestrato ad indicare sulle cartine non soltanto la Gam o Palazzo Reale, il Museo del Cinema o Palazzo Bricherasio, ma anche Palazzo Cavour o la Fondazione Merz. Questa è la direzione da mantenere». Mentre il direttore di Federalberghi Torino Maurizio Baldini invita a riflettere su quanto accade in questo periodo, tenendo presente che si tratta di una fase sperimentale: «Di primaria importanza capire cosa accadrà nei prossimi mesi per definire una programmazione mirata: apertura dei locali e razionalizzazione dell´offerta. Soltanto così si può mantenere l´effetto olimpico nel tempo».

Turismo Torino non è ancora in grado di fornire dati consuntivi, ma conferma la tendenza al forte rialzo: aumento dei giorni di permanenza in città e tutto esaurito fino a fine aprile con molte prenotazioni anche per il primo maggio delle visite del centro città, Museo Egizio in incluso. E che di effetto olimpico si tratti è una certezza: ai punti informativi, dove una volta si sarebbero chiesti lumi per raggiungere piazza Castello, adesso entra fra le top ten la Medals Plaza.

Sara Strippoli

 
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