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27.04.2006 - Male a scuola e senza un lavoro: un piano per i giovani disoccupati
Una troppo bassa scolarità per il 50% dei giovani disoccupati torinesi – sono il 30-40%, invece, in regioni come la Lombardia, il Veneto e l´Emilia – e 1 allievo su 4 con ritardo scolastico, perché ripetente per uno o più anni. La dispersione è un fenomeno ancora troppo rilevante, in Piemonte, che interessa, com´è facilmente intuibile, soprattutto il biennio delle superiori. Nei dati (che giungono fino all´anno scolastico 2002-´03) resi noti ieri dalla Provincia – in una conferenza intitolata "Più istruzione, più formazione, meno dispersione" – risulta che gli allievi che frequentano con l´età giusta, sono il 76,9% (con una piccola presenza di studenti in anticipo) e, tra chi è in ritardo, il 15,5% è in ritardo di un anno, il 3,8% per due anni, l´1 per cento di tre anni, l´1,4% per quattro o più anni. In terza superiore, i ‘ripetenti´ scendono al 70%, mentre a guardare il genere, si scopre che tra le femmine il ritardo è più contenuto, interessando solo 1 allieva su 5: il 79,4% delle ragazze frequenta all´età giusta (rispetto al 74,5% dei colleghi maschi), il 13,6% è in ritardo di un anno, il 3,1% di due anni, l´1% di tre anni, lo 0.4% di quattro anni.

In particolare, rispetto al tipo di scuola, si nota che la situazione migliore è al liceo: quelli che frequentano all´età giusta sono l´88%, contro il 76% all´istruzione tecnica e il 61% all´istruzione professionale. In più, ai licei sono abbastanza numerosi gli anticipi (quasi il 3%) che nei tecnici e nei professionali non si registrano neppure. La differenza quindi nel maggiore tasso di abbandono (strettamente correlato alle bocciature) si produce per un duplice motivo: da un lato, l´arrivo ai licei di studenti che in genere non hanno perso anni durante la scuola dell´obbligo; dall´altro, una più forte selezione alle superiori che riguarda tecnici e professionali soprattutto. Agli istituti professionali, quindi, situazione critica: classi prime generalmente affollate da giovani in ritardo – 4 su 10 – la maggior parte dei quali ripetenti quella stessa classe.

Ma ecco le percentuali che, nero su bianco, sono state illustrate ieri dall´assessore Umberto D´ottavio, ad accompagnare la proposta di un´attenta discussione interistituzionale sui futuri scenari per le scuole: nelle prime classi dei professionali, si boccia il 35% degli iscritti, contro il 28% degli istituti tecnici e il 12% dei licei e degli istituti magistrali. E se nei licei e nei tecnici si boccia ancora parecchio in terza, non meno che in seconda (7-8% al liceo, 17% ai tecnici) per diminuire la selezione in quarta e in quinta, nei professionali il miglioramento c´è tra la seconda e la terza, mentre in quarta si riscende ai livelli della terza e si migliora solo in quinta. E persino all´ultima classe la situazione rimane più difficile che altrove, con bocciature all´8% contro il 6% dei tecnici e il 4% dei licei. Significativa, infatti, la decisione di ‘cambiare´ o ‘restare´ nella stessa scuola: dopo il fallimento, solo il 42% degli studenti ritenta lo stesso percorso. Oltre la metà dei bocciati in prima, dunque, abbandona la scuola, mentre la propensione a riprovarci cresce in seconda (al 55%).

Forte segnale d´allarme, infine, per il forte calo di iscrizioni tecniche: «La diminuzione, se pure in parte compensata dalla crescita della maturità professionale, impoverisce le risorse a disposizione dell´area torinese, ancora caratterizzata da una presenza del settore manifatturiero molto più elevata, rispetto ad altre grandi aree urbane». Anche il totale dei diplomati è passato, dai 90 mila dei primi anni Ottanta, ai 104 mila dei primi anni Novanta, per scendere ai 79 mila nel Duemila. «Si profila un´imminente diminuzione del numero dei diplomati rispetto alla popolazione complessiva: va migliorata l´efficienza del sistema scolastico, e con strategie mirate, e sinergie istituzionali, ottenere un più alto tasso di successo degli allievi».

Tiziana Catenazzo

 
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