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27.04.2006 - Tav, il via ai lavori solo nel 2010
Avvio lavori: 2010. Con uno slittamento di due anni rispetto alle previsioni iniziali. «Per completare studi e approfondimenti sulla Tav abbiamo davanti quattro anni. L'orizzonte di avvio dei cantieri potrebbe essere il 2010». Parole di Loyola De Palacio, coordinatrice dell'Ue per il corridoio 5 che ieri in prefettura a Torino, davanti a una cinquantina di sindaci dei comuni coinvolti, ha presentato il rapporto europeo sull'Alta Velocità redatto dai cinque saggi comunitari. L'allungamento sui tempi era già stato più o meno assorbito da tutti i calendari, ma da ieri c'è l'ufficialità.

Fuori dalla prefettura, con centinaia di bandiere, si è dato appuntamento il popolo no Tav con la stessa certezza di sempre nel cuore: «Quella ferrovia non si farà». Due ore di incontro, di proposte. Alla fine Antonio Ferrentino, presidente della comunità Bassa val di Susa, se ne va soddisfatto: «Riparte il dialogo». E per la prima volta c'è l'accordo con la Regione perché l'assessore ai Trasporti Daniele Borioli ha accolto con favore la proposta dei sindaci di sfilare la questione Tav dalla «legge obiettivo» (che prevede procedure straordinarie senza coinvolgere gli enti locali). In buona sostanza, vorrà dire aprire una conferenza di servizi con il coinvolgimento diretto dei sindaci, quindi la valutazione dell'impatto ambientale sull'intero progetto definitivo.

Sul punto la soluzione spetta al nuovo governo che entro la fine del 2006 o inizio 2007 deve arrivare anche a una decisione politica: ovvero se l'Italia vuole o no la Tav, dopo che a giugno l'Ue deciderà a quanto ammontano i finanziamenti 2007-2013. Bruxelles ammonisce: niente ritardi per non perdere i fondi. «La decisione va presa entro fine anno» precisa Mario Virano, presidente dell'Osservatorio tecnico sull'Alta Velocità, che diventerà operativo dopo l'attivazione del tavolo politico deciso nel dicembre scorso. «Bisogna prendere sul serio il lavoro dell'Osservatorio e non si può pensare che sia solo un contentino per la Val di Susa» è la raccomandazione di Chiamparino.

A rendere il clima più disteso durante l'incontro contribuiscono anche le affermazioni più morbide della De Palacio: «Lo studio presentato è uno dei tanti, e verrà messo a disposizione dell'Osservatorio tecnico» che con queste parole ottiene il riconoscimento anche da parte dell'Ue. Più fredda la reazione della base: «Va bene che si faccia una valutazione dell'impatto ambientale, ma per noi non cambia di molto — dice Lele Rizzo, portavoce del centro sociale Askatasuna — perché noi vogliamo che venga inserita nelle discussioni anche l'opzione che l'Alta velocità non si faccia».

Sulla Tav l'appello di Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è che «i partiti della coalizione non prendano posizione perché ogni decisione sarà presa in sede di governo». Guglielmo Epifani, segretario della Cgil sottolinea: «Non siamo mai stati contrari alla costruzione della Tav, a condizione che sia garantita la salute delle persone e la partecipazione democratica». «Ora la priorità del nuovo governo è dare una sterzata alla partecipazione democratica» è il commento del presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio. Per Rifondazione invece è nell'interesse di tutti potenziare la linea già esistente.

Cristina Marrone

 
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