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29.04.2006 - Meisino, il parco ritrovato
Che Torino sia da sempre ricchissima di verde, d’alberate e di parchi, si sa. Nuova è però la crescente voglia di parchi tematici, in cui l’esigenza di abbandonare il mondo artificiale in cui siamo immersi e l’urgenza di riannodare il dialogo con la natura si sposi anche con qualcos’altro. Ieri s’è aperto il primo di due giorni di meeting dedicati al «Parco d’arte vivente» in costruzione in via Giordano Bruno. Un paio di giorni fa l’assessore Tricarico ha lanciato l’idea di realizzare un parco dedicato alla promozione della lettura alle Basse di Stura. E sempre ieri s’è festeggiata la rinascita del parco del Meisino. Anche qui, un assessore - Fiorenzo Alfieri - ha una proposta, che potrebbe condurre a realizzare un parco tematico, dedicato agli animali che popolano le sponde del Po.

Del parco in cui s’abbracciano natura ed arte s’è raccontato (se ne discute anche oggi, per raccogliere opinioni e contributi di tutti) a Moncalieri, nella cascina Le Vallere, in corso Trieste 98. Piero Gilardi, l’artista che è un po’ il padre del progetto, ha ricordato che l’idea di sposare verde ed opere d’arte «nasce dalle riflessioni sul conflitto fra natura e artificio, che l’area degli artisti dell’”arte in natura” ripropone in dialogo costruendo non opere immerse nel verde, come accadeva con le statue nei giardini barocchi, ma strutturate e composte di materiali naturali viventi». Un percorso intellettualmente complesso che assumerà forma ed evidenza visiva nei 25 mila metri quadri di parco di via Giordano Bruno: qui s’inaugurerà il 30 giugno la prima opera d’arte, «Trèfle», di Dominique Gonzales, gigantesco quadrifoglio scavato nel verde che la gente potrà vivere ed attraversare. A «Trèfle» s’aggiungeranno a mano a mano altre opere d’arte, e in una struttura coperta, il «Bioma», sarà allestito un percorso espositivo interattivo cui s’affiancheranno entro laboratori ed attività formative aperte a tutti.

Per Fiorenzo Alfieri il «Parco d’arte vivente» «consentirà di partecipare all’atto creativo insieme della natura e dell’arte. Lo scopo è di ricucire, attraverso l’esperienza emozionale e cognitiva dell’arte, un rapporto con la natura che in tutti noi è ormai lacerato, se non scomparso». Un filo interrotto che si ricuce anche attraverso tagli del nastro come quello di ieri in strada del Meisino: qui l’assessore Dario Ortolano e il presidente della 7ª Circoscrizione Luciano Barberis hanno festeggiato la conclusione di lavori durati anni, e costati 5 milioni: spazzati via orti urbani, rottamatori e discariche abusive, s’è ridisegnata e rimessa in sicurezza la sponda del Po, e si sono creati percorsi pedonali e ciclabili, in un’area verde di 50 ettari, in cui si possono osservare aironi e cormorani, tra 15 mila alberi - 8 mila piantati di fresco, in prevalenza salici, pioppi e robinie -. La riconquista del fiume, tra spazi per il jogging, giochi per i bimbi, l’imminente arrivo di un maneggio e la storica bocciofila, potrebbe arricchirsi di un’idea in più, proposta da Alfieri: «Nel giardino di casa ho contato negli anni 29 specie di uccelli. Quanti torinesi sanno riconoscere il codibugnolo o il beccaccino? Quanti ne riconoscono il canto? Sarebbe bello creare in un’area naturalisticamente ricca come il Meisino un parco tematico, che aiuti a ricostruire la cultura biologica che soprattutto le giovani generazioni hanno perduto, immerse come sono in un mondo del tutto artificiale».

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