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10.05.2006 - Bilanci, Torino investe in cultura
Nel biennio 2003-2004 Torino è stato il comune che ha speso percentualmente di più per iniziative culturali, mentre Milano e Roma privilegiano i trasporti e la viabilità. È quanto emerso dalla ricerca "La comparazione dai bilanci delle grandi città italiane" realizzata dalla Sda Bocconi, presentata ieri nell'ambito del Forum p.a., che ha preso in esame i preventivi di bilancio relativi al 2005 dei comuni di Milano, Torino, Roma e Napoli. Il comune di Torino, comunque, risulta essere quello che spende di più (1.370 euro per ogni cittadino) in termini di spesa corrente prò capite, sopravanzando di poco Milano (1.326), quindi Roma (1.195) e Napoli (1.152). La spesa in c/capitale pro capite vede invece in testa Milano (913 euro per ogni cittadino), davanti a Torino (842). Roma (641)e Napoli (494).

Milano è la città dove la gestione dei servizi pesa dì meno sui cittadini contribuenti rispetto alle altre tre città. A livello complessivo i milanesi sopportano quindi il minpr carico fiscale per assicurare la copertura dei servizi pubblici. Con riferimento ai servizi all'infanzia e per i minori la spesa netta (saldo entrate-uscite specifiche) a carico della fiscalità generale è la seguente: 53% Milano, 33% Torino, 31% Roma e 17% Napoli. Milano presenta inoltre la più alta propensione all'investimento con risorse proprie, aggiuntive rispetto ai trasferimenti finalizzati ricevuti da stato e regione. Per Milano le priorità sono i trasporti, la viabilità e l'edilizia residenziale pubblica. Anche Roma punta sui trasporti e sulla viabilità. Tonno ha invece la maggiore propensione all'investimento in cultura, con una particolare attenzione a teatri, biblioteche e musei.

Ai fini della riclassifìcazione sono stati considerati i bilanci consuntivi del 2003, del 2004 e il bilancio preventivo assestato al 30 novembre 2005, poiché il consuntivo 2005 non è stato ancora approvato dai consigli comunali. Si tratta di un bilancio preventivo rivisto alla luce delle principali variazioni intervenute nel corso della gestione. Può essere considerato, sostengono i ricercatori, una buona approssimazione dei valori definitivi al 31 dicembre 2005. «Per parlare di efficienza e conti pubblici bisogna partire dal basso, ossia dalla società civile, perché l'analisi dei bilanci è un diritto dei cittadini e i conti si fanno per costruire e non al solo scopo di criticare- , ha detto Federico Sassoli Bianchi, presidente di Civicum (Fondazione senza scopo di lucro che forma, promuove e diffonde una cultura dell'efficienza nella gestione dei beni comuni), che ha aperto i lavori del convegno di presentazione presso Forum p.a. della ricerca sui bilanci dei comuni. Sassoli Bianchi, lamentando il persistere di un gap d'informazione tra cittadini ed istituzioni, ha sottolineato che la comunicazione dei bilanci è «un'importante opportunità per i comuni di far conoscere la propria attività» e che «oltre a servire a far crescere il dibattito politico, rappresento un dovere fondamentale della p.a.».

Enrico Guaimi, docente della Sda Bipenni e ricercatore di economia aziendale all'Università di Milano Bicocca, ha quindi sottolineato In necessità di una maggiore «selettività delle informazioni e della rendicontazione» allo scopo di «potenziare la fruibilità dei bilanci», nonché l'esigenza di «rafforzare la trasparenza» e «integrare i conti con i necessari indicatori di qualità e di soddisfazione degli utenti».

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