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01.02.2007 - Torino, il design diventa primato
Torino fra meno di un anno sarà la prima capitale mondiale del design. È partito il conto alla rovescia per un evento che, come ha detto ieri il sindaco Sergio Chiamparino durante un´affollata presentazione all´Auditorium della Fondazione Sandretto, «è metafora precisa e concreta della sfida di Torino verso il futuro». Una sfida e anche una scommessa, dal momento che il capoluogo piemontese dovrà aprire la strada alle città che ogni due anni saranno World Design Capital. Sul palco Peter Zec, presidente di Icsid (International Council of Societies of Industrial Design, che ha promosso l´iniziativa e la nomina torinese), Carlo Forcolini, ai vertici di Adi (Associazione per il Disegno Industriale), e i membri del Comitato scientifico, incontratisi ieri per la prima volta per definire obiettivi e programmi. Sono Gillo Dorfles, decano degli storici del design, l´architetto e critico Enrico Morteo, Guta Moura Guedes, fondatrice a Lisbona di un´associazione per la diffusione della disciplina, e Michael Thomson, futuro presidente del Bureau of European Design. In platea tra gli altri Giuliano Molineri, già braccio destro di Giorgetto Giugiaro, direttore per quasi vent´anni di Giugiaro Design, ora membro di Icsid e «anima» dell´anno torinese del design.

Giuliano Molineri, perché Torino è capitale mondiale del design?
«Bisogna risalire a un antefatto. Nel 2003 la nostra città si candidò con altre 35 ad accogliere la direzione generale di Icsid. Fu scelta Montreal, ma Torino impressionò in quanto realtà in trasformazione che puntava sul design come mezzo di promozione socio-economica. Di lì l´idea di nominarla prima world capital del settore: ce ne saranno altre, scelte non tra realtà già affermate, come Barcellona o Milano, ma tra quelle in divenire».

A questo proposito, Gillo Dorfles ha detto che Milano è da sempre considerata in Italia capitale del design, anche se ha perso un po´ di punti. Torino ha avuto l´auto, ma non ha saputo diversificarsi, promuovere altri settori. Lo dovrà fare ora, ma in che modo?
«È vero, Torino e il territorio piemontese sono noti nel mondo per Giugiaro e Pininfarina, assai meno per le altre eccellenze. Ma sarà questa l´occasione per farle conoscere, attraverso la promozione internazionale. Negli eventi del 2008 Torino si presenterà come città del progetto, capace di gestire, anche per le forti radici industriali, il processo produttivo. Qui c´è un humus, un distretto di aziende e tecnologie che non si trova spesso da altre parti. C´è l´auto, ma anche l´aeronautica, l´avionica, l´area Itc che sta crescendo con il wireless, l´elettronica, la robotica, la componentistica. E c´è la produzione in tanti altri settori».

Qualche esempio?
«Ce ne sono da vendere. Dai casalinghi, con realtà importanti come Alessi, Girmi, Bialetti, Lagostina, al tessile da Borsalino a Zegna, Piacenza, Loro Piana, Miroglio o Basicnet. Dalle macchine per conservare i cibi all´enogastromia, con aziende come Martini, Lavazza e Ferrero. Senza dimenticare il design navale, con la grossa realtà di Azimut, secondo produttore mondiale per yacht oltre i 28 metri. O il cinema, dalla scenografia al virtuale. Oggi la creatività si traduce in progetti che non riguardano più solo l´oggetto, ma anche le relazioni e la comunicazione. E il design si allarga a un discorso di processi che producono altro design. Penso al Quadrilatero Romano, nei cui locali atipici nascono nuove forme di incontro e comunicazione, o a uno chef come Davide Scabin del Combal.0, che si è fatto disegnare i piatti e i contenitori per i cibi. Questo e altro sarà in vetrina per un anno».

C´è competizione con Milano?
«No, lo spirito è di grande collaborazione. Alcuni milanesi verranno a proporre eventi qui, si tratterà di vedere in che modo le due città potranno crearsi un´interfaccia. Milano ha competenze straordinarie nel campo del mobile, dell´illuminazione e della moda e un punto di riferimento come la Triennale. Il discorso è che adesso in pista c´è anche Torino».

Avete già un programma di eventi?
«Lo presenteremo ad aprile proprio a Milano, al Salone del Mobile. Posso dirle fin d´ora che si partirà intorno alla metà di dicembre di quest´anno. Ci saranno una mostra degli oggetti premiati con il Compasso d´oro, non sappiamo ancora quale sarà la sede, un concorso internazionale per giovani creativi e appuntamenti rivolti ai cittadini, con particolare attenzione agli studenti. Gli eventi ruoteranno intorno ad alcune tappe fondamentali come l´apertura del nuovo Museo dell´Automobile e l´inaugurazione a fine 2008 del Design Center di Mirafiori».

Marina Paglieri

 
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