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25.11.2003 - Salone, il design al posto dell’auto
È da qualche mese che se ne parla, ma ora sembra che l’Anfia, l’associazione dei produttori automobilistici guidata da Carlo Sinceri e il gruppo carrozzieri presieduto da Lorenza Pininfarina abbiano deciso di uscire allo scoperto e mettere nero su bianco il progetto che dovrà raccogliere oltre al sostegno pubblico anche quello privato. Nel 2006, in occasione delle Olimpiadi si svolgerà a Torino la rassegna mondiale del design e della ricerca sull’automobile. Non un salone classico dell’auto quindi, ormai dato come definitivamente sepolto negli ambienti produttivi e amministrativi della città, ma una rassegna delle idee legate all’automobile, che hanno qui nel Torinese la più alta concentrazione di professionalità e che in qualche modo si collega, ampliandone i contenuti, alla mostra «Stile italiano giovani» la cui terza edizione si terrà a Torino l’anno prossimo. Il tandem Sinceri-Pininfarina ha già raccolto l’adesione di massima di Comune, Provincia e Regione e delle associazioni di categoria.

La curiosità è che della partita, almeno per ora, non fa parte Alfredo Cazzola, patron dell’ente fieristico torinese, che ha appunto decretato il de profundis per il Salone e che recentemente ha detto, creando qualche malumore, di preferire una rete Torino-Rimini-Bologna-Roma all’asse più «istituzionale» Torino-Milano. Cazzola sarà certo interpellato, ma c’è da pensare che dietro l’iniziativa sul salone, si stia giocando anche una partita a scacchi sul futuro espositivo della città. I promotori hanno intenzione di raccogliere due terzi dei circa 80 tra centri stile delle case produttrici e designer indipendenti protagonisti dell’auto mondiale. Gli stilisti dovranno portare a Torino le loro concept car, vale a dire modelli di studio, dal costo di 1-1,5 milioni di euro ciascuno, che indicano l’orizzonte dell’industria automobilistica. Non soltanto che cosa si fa, ma che cosa si può fare.

La manifestazione, a quanto sembra non dovrebbe essere ospitata al Lingotto (indisponibile durante le Olimpiadi come del resto l’area del Valentino), ma in un’altra sede torinese per ora top secret. Secondo l’assessore regionale Gilberto Pichetto l’iniziativa raccoglie un po’ il testimone di Torino Automotive, il comitato che aveva il compito di creare una rete dell’innovazione e della ricerca automobilistica torinese che si è arenata per il niet dei privati e in particolare della Fiat che non ha alcuna intenzione di conferire al progetto il Centro ricerche. «In fondo - dice Pichetto - anche questo può essere interpretato come un buon segnale. Spesso le fusioni hanno origine da una difficoltà. Qui invece abbiamo imprese che credono fermamente nelle loro forze. E questo è un bene. Del resto Torino Automotive aveva come primo scopo quello di effettuare una ricognizione delle capacità di ricerca e di innovazione del distretto torinese. Lo studio di Roland Berger lo ha pienamente raggiunto e mi pare sia stato di stimolo anche per questa iniziativa dell’Anfia».

Carlo Litta

 
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