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04.12.2003 - Il Piemonte è più internazionale
Quanto si esporta, quanti capitali non italiani si attraggono, quanti lavoratori stranieri arrivano, quanti turisti. Tutti questi indicatori - secondo una ricerca realizzata da Unioncamere Piemonte, Ires Piemonte, Itp e Centro estero delle Camere di Commercio - costituiscono un indice virtuale di internazionalizzazione, quella categorie insediatesi nel gergo economico corrente e che misura in sostanza lo stato di salute di un paese, una regione, una città. Ebbene malgrado la crisi e la stagnazione il Piemonte è più internazionalizzato - di 3 punti - della media dell’Italia. Guardando meglio gli elementi che compongono l’indice si vede che la regione eccelle nelle componenti economiche con una forte propensione all’esportazione di merci, all’attrazione di capitali, all’utilizzo di lavoratori extracomunitari. Sono sotto la media invece l’export di servizi e la presenza di imprenditori stranieri. Dagli indici cosiddetti sociali arriva una sorpresa: in Piemonte arrivano più turisti stranieri che italiani. Qui è sotto la media nazionale anche la presenza di extracomunitari residenti.

Negli ultimi anni si sono contratti nel mondo gli investimenti con una battuta di arresto della globalizzazione; anche in Piemonte ovviamente sono arrivati meno capitali, ma la regione rimane seconda - dopo la Lombardia - per attrattività. Complessivamente sono 676 le imprese estere in Piemonte con 162 mila addetti e un fatturato di oltre 51 miliardi di euro. Nel biennio il Piemonte ha saputo attrarre dall’estero in media 997 milioni di euro di investimenti diretti all’anno, al netto dei disinvestimenti. I capitali esteri che affluiscono in Piemonte provengono in massima parte dai partner dell’Unione Europea.

Vanno maluccio da anni le esportazioni per l’Italia in genere che sta perdendo competitività in questo settore e per il Piemonte in particolare che ha subito una contrazione dell’export di merci del 4%. Migliora un po’ invece l’export di servizi grazie a molti fattori tra cui la crescita della mobilità delle persone, tanto per affari, quanto per turismo, l’impulso fornito dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, grazie alle quali l’erogazione di servizi può ormai in molti casi prescindere dalla presenza fisica nello stesso luogo dell’erogatore e del fruitore.

Nel 2002 i viaggi sono arrivati a rappresentare il 43,9% dell’export piemontese di servizi e i viaggiatori stranieri che hanno visitato il Piemonte per turismo, affari, studio, shopping, visita a parenti o amici, pellegrinaggi o altro hanno generato crediti per 1.084 milioni di euro, in aumento dell’11,7% rispetto all’anno precedente. Ma la bilancia turistica del Piemonte è passiva perchè i piemontesi - che hanno come è noto un reddito superiore alla media nazionale - viaggiano molto di più all’estero di quanto gli stranieri facciano nella regione. Nel 2002 gli esborsi per viaggi all’estero dei residenti sono stati 1.984 milioni di euro, mentre gli introiti per spese di stranieri 1.486 milioni.

Marina Cassi

 
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