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12.12.2003 - Patti territoriali, una piccola scossa
Nel 2003, i 17 patti territoriali del Piemonte hanno accelerato la realizzazione dei programmi per lo sviluppo integrato, attivando l'erogazione di risorse statali per 37,5 milioni. Ma il percorso di attuazione delle iniziative imprenditoriali e infrastrutturali è ancora lontano dal raggiungimento degli obiettivi previsti: al 5 dicembre, la spesa complessivamente erogata è di 72,5 milioni, pari a un quarto dei 301,8 milioni di stanziamenti statali. Più elevata, però, la percentuale di realizzazione degli obiettivi occupazionali, che si aggira attorno al 40%, grazie anche alle prestazioni soddisfacenti raggiunte dai patti territoriali attivi nella provincia di Torino.

In dirittura di arrivo è, intanto, la regionalizzazione dei patti territoriali: ma, in base alla delibera Cipe n. 16/2003, la Regione Piemonte ha praticamente scelto di non assumere le funzioni di coordinamento e gestione dei patti territoriali, lasciando che sia il ministero stesso, in service, a continuare a esercitare quelle funzioni.

In Piemonte, sono attivi quattro patti territoriali cosiddetti generalisti (Alessandria, Alta Langa Valle Bormida, Canavese, Cuneese), approvati nel 1999, sei patti agricoli (Alpi del Mare II, Canavese, Sud Est alessandrino, Torino zona ovest, Val Bormida - Alta Langa, Valli di Susa) e sette cosiddetti alluvionati o a rischio idrogeologico (Alpi del Mare, Area Torino sud, Pinerolese, Sangone, Stura, Verbano Cusio Ossola, zona ovest Torino), avviati praticamente alla fine del 2001.

L'investimento complessivo messo in cantiere ammonta a 1.159 milioni, di cui 1.021 per le iniziative imprenditoriali e i restanti 138 milioni destinati alla realizzazione di infrastnittu- re. Il finanziamento a carico dello Stato ammonta a 299 milioni; con un'occupazione totale prevista di circa 7mila unità.

Al 5 dicembre, le erogazioni statali erano pari a 72,4 milioni, a fronte di 792 richieste di finanziamento pervenute alla Cassa depositi e prestiti. Le rinunce degli imprenditori, giunte a seguito di ritardi o di altre difficoltà burocratiche, pesano per 15 milioni, ma quasi tutti i patti hanno provveduto o stanno provvedendo a rimodulare i programmi d'intervento al fine di utilizzare le risorse provenienti da rinunce, revoche ed economie.

Il patto territoriale è sotto accusa per gli scarsi livelli di efficienza ed efficacia raggiunti: tuttavia, lo strumento negoziale, proprio perché basato sul partenariato tra soggetti pubblici e privati e sull'integrazione tra interventi produttivi e infrastrutturali, non può essere giudicato alla stregua di un tradizionale incentivo mirato alla singola impresa.

Tre i punti di criticità dell'esperienza piemontese dei patti territoriali: la lentezza nelle erogazioni dei finanziamenti, soprattutto nella fase di attivazione degli accordi; la scarsità degli investimenti destinati al potenziamento delle infrastrutture locali, chiamate a "far rete" con gli interventi produttivi e di economia sociale; infine, il fatto che i patti territoriali non sono mai entrati a pieno titolo nelle linee programmatiche regionali.

Si tratta di aspetti che chiamano in causa non solo lentezze e incertezze dello Stato nella programmazione e gestione dei patti, ma anche ritardi e difficoltà dei sistemi locali ad avviare iniziative per lo sviluppo economico e occupazionale, in coerenza con le vocazioni territoriali.

Tra i primi ad essere approvati, il patto territoriale di Alessandria ha, fino a oggi, attivato erogazioni statali per 11 milioni, a fronte di un finanziamento statale di circa 23 milioni, finalizzato alla realizzazione di 59 iniziative imprenditoriali e di sei interventi infrastrutturali. I nuovi occupati sono poco meno di 300. «Lo stato di avanzamento delle erogazioni — dice Sergio Favretto, direttore del settore Economia e sviluppo della Provincia di Alessandria, promotore del patto — non tiene conto di alcuni acconti e saldi in definizione, che verranno erogati dalla Cassa depositi e prestiti nei prossimi mesi. Infatti, circa 1'80% delle aziende beneficiane ha realizzato il proprio intervento, mentre tutti gli enti pubblici finanziati hanno realizzato le infrastnitture previste, come, ad esempio, un grande acquedotto».

Il patto territoriale di Alessandria ha dato il via alla rimodulazione del programma d'interventi, mettendo in campo ulteriori risorse per 3,7 milioni, volte a far decollare nuovi progetti nelle zone del territorio provinciale Obiettivo 2 e in fase di transizione. Il bando per i finanziamenti alle imprese sarà emanato a gennaio (e sarà pubblicato anche sul sito www.provincia.alessandria.it).

L'accordo per lo sviluppo dal basso interessa anche porzioni limitate del territorio piemontese, al fine di far decollare progetti di valorizzazione delle zone montane appena sfiorate dallo sviluppo turistico. Il patto territoriale generalista dell'Alta Langa - Valle Bormida — che interessa, in particolare, i territori di Alba e Canelli — si caratterizza per la modesta entità della finanza di patto: le 12 iniziative imprenditoriali avviate — finalizzate allo sviluppo del turismo, dell'artigianato e della piccola industria, nonché dei servizi nei settori della trasformazione e commercializzazione dei prodotti tipici — prevedono un investimento complessivo di 1,4 milioni, di cui 760mila euro a carico dello Stato.

Le risorse statali erogate ammontano a circa un quarto di quelle previste: ma il soggetto responsabile, la società consortile "Langhe Monferrato Roero", ha dato il via alla rimodulazione degli interventi, per un importo di poco superiore ai 50mila euro. A incrementare la finanza di patto è intervenuta, recentemente, la Regione, che, con un finanziamento di 620mila euro, realizzato attraverso un accordo di programma, ha dato il via alla realizzazione di tré progetti infrastruitturali. '

Framcesco Montemurro

 
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