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10.03.2004 - Come cresce la città scientifica
IL rilancio dell'identità scientifica e tecnologica della Torino metropolitana non è nostalgia né retorica. È una convinzione proiettata al futuro, comune a molti soggetti torinesi. Ci sono le risorse, le istituzioni e le persone per farlo; i torinesi stanno imparando ad agire come 'sistema', in un quadro non di uniformità dirigista, ma di coordinamento responsabile della creatività e della capacità d'iniziativa di ciascuno nel proprio campo.

La strada per innescare un processo di costruzione di una città marcatamente scientifica - amante della cultura scientifica e tecnologica, competente, capace di cogliere la relazione tra sapere e sviluppo - è ancora lunga. Accanto alle realizzazioni di sostanza, va costruita e promossa un'immagine di nuova Torino scientifica credibile e sostenibile. Per giocare le nostre carte in Europa dobbiamo 'essere' e 'mostrare' chi siamo: il nesso è cruciale.

Per concretizzare un po', l'idea è impegnarsi a introdurre contemporaneamente maggiore 'valore aggiunto scientifico' in molti punti e prodotti del sistema territoriale e istituzionale, rivolgendosi a più settori e a più generazioni. Alcuni esempi (tra le cose fattibili, o già incipienti):
-creare con la Direzione scolastica regionale qualcosa che potremmo chiamare un progetto speciale Matematica chiave del mondo nelle scuole regionali;
-rafforzare i contenuti logico-formali di tutti i piani di studio universitari, anche umanistici; -concepire tra le università piemontesi un progetto Socrates/Erasmus scientifico attraente per gli studenti europei, integrato e specializzato;
-mirare al potenziamento, all'integrazione e alla cooperazione tra poli scientifico-politecnici in Italia e in Europa, puntando su alcune relazioni privilegiate;
-posizionare Torino come polo preminente nel quadro del riordino del CNR e degli enti di ricerca nazionali;
-attirare a Torino un'istituzione europea o internazionale in campo scientifico-tecnologico o promuovere specializzazioni in questo senso delle istituzioni internazionali già presenti;
-sostenere i progetti per fare di Torino una città europea chiave per la cultura brevettuale e della proprietà intellettuale. Infine, pensare al dibattuto progetto del Science Centre - una struttura culturale interattiva per capire la scienza e la ricerca - come a un utile momento di interazione tra scuole, scienza, cultura in senso ampio, ma anche come un segno di identità scientifica territoriale. Senza citare le Olimpiadi, che dovranno anche essere leggibili come un evento tecnologico.

Il recente coordinamento interistituzionale tra Regione, università piemontesi, CNR, fondazioni di origine bancaria e rappresentanze imprenditoriali fornisce un tavolo (come altri esistono, quali Torino Internazionale) per discutere tali esempi, o altri migliori, dando loro, nel caso, gambe per camminare.

Questa Torino della scienza e della tecnologia - come tutte le altre Torino, della cultura, dell'industria, delle Olimpiadi, del leisure, ecc. oggi in positivo fermento - deve saper parlare e far parlare di sé con stima in Europa.

Marco Demarie, Direttore Fondazione Giovanni Agnelli

 
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