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Torino - 27 aprile 2004
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18.03.2004 - Un Oscar per le imprese
Nel giorno in cui il Piemonte inventa l´Oscar delle imprese e Ghigo vola a Roma per presentare la regione come «fabbrica del futuro» l´orientamento del mondo imprenditoriale sul futuro tende ancora al pessimismo. Quantomeno alla prudenza. È quanto emerge dal sondaggio compiuto da «Repubblica» tra alcuni dei partecipanti nell´aula magna della Facoltà di economia alla presentazione di «Campioni d´impresa». Pessimisti soprattutto gli imprenditori, più ottimisti i banchieri, neutrale l´assessore al lavoro: le risposte a lato.

L´Oscar delle imprese. Si chiama «Campioni d´impresa» e premierà le aziende piemontesi di maggior successo attraverso un referendum fra 300 industriali. L´iniziativa è stata presentata ieri nella Facoltà di Economia di Torino, con una manifestazione cui hanno partecipato il sindaco, Sergio Chiamparino, l´assessore provinciale alle Attività produttive, Antonio Buzzigoli, il presidente di Itp (l´ente che promuove gli investimenti stranieri in Piemonte) Marco Boglione, i banchieri Luigi Guidobono Cavalchini (presidente di Unciredit private banking) ed Enrico Salza (vicepresidente del Sanpaolo Imi), Paolo Vitelli, presidente della Azimut Yachts, Pietro Terna, segretario di Confindustria Piemonte. A fare gli onori di casa il preside di Economia, Giorgio Pellicelli. Itp, Facoltà di Economia, McKinsey hanno promosso questo singolare concorso, che è patrocinato da Comune e Regione, da Confindustria Piemonte e dalle due Università piemontesi. «Il 30 giugno saranno premiate - ha spiegato Boglione - le imprese vincenti in tre categorie: crescita, innovazione, internazionalizzazione. L´iniziativa vuole favorire il confronto e la diffusione della cultura imprenditoriale, valorizzando il territorio piemontese».

«Fabbrica del futuro». «Questo slogan - ha spiegato Ghigo al convegno sul Piemonte che prosegue anche oggi nell´auditorium di Roma - si rifà alla tradizione d´impresa piemontese: la parola ´fabbrica´ richiama la grande industria italiana della Fiat, che da più di 100 anni rappresenta il nostro paese. Il Piemonte viene definito spesso "regione cerniera d´Europa", poiché è un passaggio quasi obbligato per chi, dall´Italia, voglia recarsi all´estero. Una funzione ulteriormente rafforzata dalla realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione ad alta velocità». Ghigo si è soffermato su «ricerca & sviluppo», un tema affrontato anche nell´aula magna di Economia, per sottolineare il ruolo di leader del Piemonte nella spesa rispetto al pil regionale. E Ghigo ha spiegato: «È un settore importantissimo, tanto che abbiamo creato un assessorato ad hoc per organizzare la ricerca in modo organico e per coordinare la distribuzione dei fondi europei».

"Ottimismo ragionevole"
Enrico Salza, candidato presidente del Sanpaolo-Imi: «Una ripresa va sempre vista non in un contesto locale. Prima di parlare del Piemonte, bisogna vedere come vanno l´Italia, l´Europa, il mondo. Ciò detto, in termini di medio periodo è ragionevole essere ottimisti in virtù del fatto che in Piemonte sono affluiti e stanno affluendo grandi investimenti e non penso solo ali Giochi. Nell´arco di un quadriennio si parla di 40mila miliardi di vecchie lire di cui poco meno del 65% destinati all´area di Torino. È possibile immaginare che questo volano rappresenti uno spazio sufficiente per andare avanti anche oltre le Olimpiadi e dunque resistere fino alla ripresa».

"Andrà peggio che altrove"
Marco Boglione, presidente di Itp, l´Agenzia per gli investimenti in Piemonte: «Sarà un anno ancora molti difficile, forse ancor di più per il Piemonte che per il resto dell´Italia. Questo perché non solo Torino, ma l´intera regione è in piena trasformazione. E´ come cambiare le ali ad un aereo in movimento, che non si può fermare, che deve continuare a volare, anche se fuori la turbolenza è ai massimi livelli. L´atmosfera non è per niente buona e non facciamoci illusioni, dobbiamo essere realisti, seri e rigorosi. Al massimo possiamo sperare in un anno di consolidamento, aspettando le Olimpiadi che ci dovrebbero dare una bella spinta in avanti».

"L´euro forte ci penalizza"
Luigi Guidono Cavalchini, presidente di Unicredit private banking: «L´elevato Pil pro capite, un tasso di disoccupazione al di sotto della media italiana ed europea, la propensione ad investire ed il contenuto tecnologico della produzione piemontese sono indicatori significativi della tenuta della nostra economia. C´è una forte capacità di esprimere idee imprenditoriali e una altrettanta capacità di imporle sul mercato. Il Paese sta però scontando una situazione di incertezza internazionale e le imprese piemontesi, orientate all´export, si sentono penalizzate a causa dell´euro forte. Vi sono, ora, segnali di ripresa che lasciano sperare in un futuro migliore»

"Sarà un anno di transizione"
Gilberto Pichetto, assessore regionale all´Industria: «In generale né positivo né negativo: un anno di transizione. Due comparti portanti dell´economia si dibattono ancora, anche se è in atto un processo di modernizzazione del sistema, con il ridursi dell´industria fordista e la crescita del settore servizi, del segmento alta tecnologia, dove stanno nascendo nuove attività che creano valore aggiunto e lavoro. Anzi, se l´economia regionale nel 2004 rimarrà ancora ferma, proprio sul fronte occupazionale ci saranno ancora risultati positivi, con un ulteriore leggero incremento. Noto che rispetto ad altre aree c´è una stabilizzazione delle persone impiegate».

"Destinati a soffrire"
Sergio Rodda, presidente dell´Api di Torino: «Non ci dobbiamo aspettare molto dal 2004. Sarà un anno ancora di sofferenza per l´economia piemontese e non ci sono validi motivi nemmeno per credere in qualcosa di diverso. Anche le previsioni fornite dalla Banca d´Italia indicano una crescita minima. Speriamo solo che eventi traumatici, escalation terroristiche non peggiorino ancora di più una situazione già critica. E comunque non aspettiamoci performance di rilievo anche nei prossimi anni: più probabile una stabilizzazione dell´economia regionale, con piccole oscillazioni verso l´alto o il basso, a seconda dei cicli».

"Tutti i segnali sono negativi"
Paolo Vitelli, presidente dell´Azimut, azienda leader negli yacht d´alto bordo: «La situazione sarà critica per l´Italia e non credo che il Piemonte si possa smarcare, al massimo potrebbe andar peggio. Gli investimenti calano, i consumi sono fermi e le famiglie acquistano a debito. Ogni giorno siamo tartassati da persone in cerca di lavoro. Va bene il polo dell´Ict, ma per dare una spinta immediata credo che sia necessario capitalizzare le risorse nel campo della formazione con il Politecnico e del know-how acquisito sul fronte dell´automazione. Con un buon marketing il Piemonte può cambiare vocazione: dall´auto all´automazione».

R.T.

 
 
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