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03.06.2004 - Un milione di euro per mandare i baristi a scuola
La Torino che ospiterà le Olimpiadi non sa spiccicare una parola d’inglese? Dopo l’inchiesta de «La Stampa» nei locali più blasonati del centro, in cui non è facile imbattersi in barman capaci di rispondere ai turisti stranieri senza ridursi a gesticolare in italiano, la Confesercenti è pronta ad ospitare lezioni d’inglese per gli operatori, mentre l’Ascom propone di fissare parametri di qualità sull’accoglienza. Palazzo civico risponde d’aver tanto presente il problema che aveva già deciso, con la Provincia, di far partire dei corsi, al via a settembre.

«Abbiamo stanziato circa 1 milione di euro - spiega il sindaco Chiamparino - proprio per la formazione di tutti coloro che, in occasione delle Olimpiadi, saranno a contatto con i turisti: chi gestisce bar, ristoranti e alberghi, ma anche i taxisti o i commessi dei negozi». Proprio venerdì scorso, il primo cittadino, che stava pranzando in un bar della piazzetta di Palazzo civico, si è improvvisato cicerone per una coppia di francesi: «Alle prese con le cartine, si chiedevano a voce alta dove fosse il Museo Egizio. Ho fornito loro le informazioni aggiungendo pure un consiglio: di non perdersi il Museo del Cinema. Ecco, così bisognerebbe comportarsi con i turisti. Ma per farlo, è ovvio, bisogna conoscere le lingue».

Da settembre partirà la campagna pubblicitaria dei corsi cui seguiranno le iscrizioni: «Saranno suddivisi in tre materie - spiega l’assessore al Turismo e alle Olimpiadi Elda Tessore -: lingua straniera, storia e cultura della città e bon ton, ovvero qualche regola in più per rendere il soggiorno più piacevole ai turisti. Al termine delle lezioni (facoltative e gratuite) gli “allievi” affronteranno un esame. Chi lo supererà otterrà un diploma e uno speciale distintivo con la parola “Yes” che potranno sfoggiare sulla giacca». Il Comune ha già quantificato il bacino di utenza degli interessati: «Dopo aver contattato, con la Provincia, le associazioni, abbiamo fatto una stima di circa duemila persone».

Se dalla Confesercenti il presidente Valentino Boido mette a disposizione il Cescot, il Centro di formazione professionale dell’associazione, per supportare le attività formative in vista dell’accoglienza olimpica, da Giuseppe De Maria, presidente dell’Ascom, arriva una proposta: «Torino non può passare di punto in bianco da città industriale a turistica: occorrono tempo e investimenti, per una sfida che gli operatori sono pronti a raccogliere. I corsi di lingua e accoglienza, che trasformino i locali anche in luoghi di informazione minima sulle attrattive della città, sono un punto di partenza. Ma bisogna fare di più: fissare dei parametri di qualità, ed incentivare gli operatori ad allinearvisi. Se le toilettes sono inaccessibili ai disabili, ad esempio, occorre fornire corsie preferenziali per la messa a norma, eliminando gli ostacoli burocratici ed aiutando la progettazione e gli investimenti. Gli operatori hanno ben presente che è in gioco il futuro turistico della città. Ne è prova la discesa in campo dei migliori ristoranti, domani (oggi per chi legge, ndr), alle elezioni di categoria: non s’era mai vista una simile partecipazione. Se i migliori competono e confrontano idee e programmi di sviluppo, è perché è diffusa la consapevolezza che nei prossimi anni si giocherà una sfida cruciale per il destino di tutti».

Giovanna Favro, Emanuela Minucci

 
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