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Torino - 7 luglio 2004
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10.06.2004 - Il Piemonte gioca la carta hi-tech
Per le imprese piemontesi che operano nei settori delle tecnologie avanzate stanno per arrivare nuove risorse finanziarie grazie a due progetti approvati dalla fondazione Torino Wireless. Il consiglio d'amministrazione ha infatti previsto un intervento strategico che si avvarrà di due apposite strutture finanziarie. La prima, la finanziaria Piemonte High Tech, sarà attiva entro luglio e avrà ilcompito di intervenire a sostegno di nuove idee imprenditoriali. La seconda, il fondo d'investimento chiuso Alpinvest High Tech, selezionerà e finanzierà le migliori operazioni (nell'industria e nei servizi) a elevato contenuto tecnologico.

Alla fondazione torinese precisano che Piemonte High Tech avrà subito una dotazione di 1,1 milioni, ma con l'obiettivo di raggiungere almeno i 5 milioni di capitale. "La finanziaria - aggiungono - assumerà posizioni di equity all'interno di progetti e imprese nascenti, per importi inferiori ai 150mila euro". Si tratta, in genere, di realtà con una forte necessità di accompagnamento e collaborazione per concretizzare le prospettive di reddito. "La finanziaria - sostengono a Torino Wireless - è forse il primo fondo di angel investing istituzionale italiano".

Quanto al fondo Alpinvest High Tech, destinato agli interventi più impegnativi, avrà una vita autonoma dalla finanziaria e una durata di 10 anni. Il consiglio d'amministrazione di Torino Wireless dovrà ora selezionare un partner finanziario con il quale avviare il fund raising di un fondo di almeno 25 milioni di euro. E il fondo sarà cogestito con il partner.

Le due strutture faranno dunque aumentare le risorse finanziarie disponibili per le imprese del distretto Ict del Piemonte. Anche se Andrea Giacardi, vicepresidente del gruppo Ict dell'Unione industriale di Torino, sottolinea che è altrettanto importante il ruolo di Torino Wireless (e degli altri centri di eccellenza torinesi del settore, dal Csi all'istituto Boella) sotto l'aspetto delle competenze e della managerialità.

D'altronde lo stesso Rodolfo Zich, presidente di Torino Wireless, ricorda che all'interno della fondazione «esistono le migliori competenze per selezionare e valutare i progetti e le imprese con maggiori potenzialità reddituali». E nuove competenze si aggiungeranno con l'arrivo del nuovo partner estemo. Così Torino Wireless diventerà più grande ma anche più agile ed efficace. D'altronde il settore dell'Ict nella provincia di Torino ha urgente bisogno di rilancio. Secondo i dati dell'Ufficio studi dell'Unione industriale, il distretto Ict conta su quasi 7mila imprese con circa 54mila addetti. Ma dopo anni di forte crescita, nel 2003 si è assistito a un rallentamento, con calo della domanda ed esuberi di manodopera. E i primi segnali di ripresa, evidenziati nella prima parte del 2004, non hanno ancora determinato una effettiva inversione di tendenza.

Per Giacardi occorre dunque intervenire per allargare gli ambiti di mercato anche al di fuori del Piemonte. Con l'aiuto della Regione e del Centro estero delle Camere di commercio, le aziende devono essere messe in condizione di esportare i servizi nell'Unione Europea, in particolare nei 10 nuovi Paesi membri. E si deve far sistema, con un dialogo tra le imprese manifatturiere e quelle Ict.

Ovviamente, però, le aziende Ict devono accrescere la propria competitività, puntando su ricerca e innovazione. A tal fine, per Giacardi, è innanzi tutto necessario rendere facilmente fruibili alle imprese Ict le competenze esistenti all'interno del Politecnico e dell'Università. E, nel campo della sperimentazione di nuove tecnologie, può essere utile il Laboratorio Ict della Regione Piemonte, presentato nei giorni scorsi.

Augusto Grandi

 
 
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