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10.06.2004 - Le imprese cercano ragazzi "su misura"
Trovare il giovane «giusto» per l´azienda «giusta». È l´obiettivo del progetto «Valore lavoro» della Città di Torino. Seppur a scapito delle fasce d´età intermedie, la percentuale di disoccupazione giovanile (15-29 anni) tra chi cerca lavoro è sensibilmente diminuita negli ultimi dieci anni, dal 71 per cento del 1993 al 40 del 2002, ma le emergenze rimangono, specie per quella quota di giovani cosiddetti a rischio di esclusione sociale. Ragazzi senza esperienze di lavoro che hanno abbandonato o sono stati allontanati dalla scuola, «circa 10 mila persone» secondo l´assessore Tom Dealessandri, responsabile delle Politiche del lavoro del Comune.

Chi tra questi oggi abita nelle Circoscrizioni 4 (San Donato) e 7 (Valdocco) può contare su un´equipe di soggetti pubblici e privati (centri per l´impiego, rappresentanti del mondo delle imprese, cooperazione e volontariato) impegnata nella ricerca di opportunità per l´inserimento nel mondo del lavoro. Figura centrale del progetto è il «coalitore», nuova figura di operatore sociale con mansioni da «detective di quartiere». Il coalitore (attualmente sono al lavoro in dieci, cinque per circoscrizione) ha il compito, in collaborazione con i Servizi Sociali, di individuare i giovani da inserire e di metter loro in contatto con le aziende coinvolte (che esibiranno il logo «Città in rete-Azienda aderente ai programmi di inserimenti lavorativi in città») e di collaborare con entrambi per concordare le modalità ottimali dell´impiego.

Un percorso di tirocinio a durata variabile, che i responsabili di «Valore lavoro» contano di garantire ad almeno 100 giovani, italiani e stranieri, in età compresa fra i 15 e i 28 anni.

Una forma di avvicinamento al lavoro, un periodo di prova in vista di un inserimento più stabile. E qui? ovviamente? spuntano i problemi: «Nelle aziende questi giovani trovano una seconda famiglia - racconta un imprenditore - ma al termine dello stage non sempre è possibile assumere, mancano incentivi alle imprese per dare continuità a questi rapporti di lavoro». Il progetto riconosce l´attività che le imprese, attraverso un loro tutor, svolgono per accogliere i giovani, garantendo un gettone di 250 euro, ma per il dopo il rischio disoccupazione (seppur con una preziosa esperienza spendibile in futuro) non è di certo scongiurato. Ma non mancano quelli che ce la fanno, come Antonio, 20 anni: «Non avevo voglia di studiare, ora faccio il pizzaiolo, sono contento e devo ringraziare questo tipo di iniziative».



Stefano Caselli

 
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