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07.07.2004 - Salza: Torino diventerà il primo polo assicurativo
Elogia la politica perché «la politica ha la preminenza su tutto». E alla politica chiede «certezze e stabilità». È sicuramente un banchiere «sui generis» Enrico Salza, l´uomo che ha raggiunto di recente la guida del San Paolo e che annuncia senza mezzi termini: «Come presidente del San Paolo voglio passare alla storia». Dice proprio così, «passare alla storia». La platea dell´Unioncamere ascolta in silenzio i suoi progetti per far diventare Torino nel futuro «la sede del primo polo assicurativo italiano». Per riuscirsi annuncia una girandola di incontri «a livello internazionale e quando dico internazionale non penso solo all´Europa ma anche agli altri continenti». È così che Salza intende trovare il partner giusto «per una nuova società che metta insieme le attività assicurative del gruppo San Paolo e una importante società leader» a livello mondiale. Torino capitale delle assicurazioni? «Stiamo lavorandoci, non sappiamo se sarà necessario, per il momento, realizzare un nuovo grattacielo per la nuova società, ma ci basta quello che abbiamo progettato per la banca».

Entro il secondo semestre del 2005 il presidente del San Paolo annuncia la posa della prima pietra della nuova sede «che sostituirà quella storica di piazza San Carlo» e sfida Enzo Ghigo: «Vedremo se finirete prima voi il nuovo grattacielo della Regione o noi il nostro». Il palaSalza, annuncia il banchiere «ci consentirà sinergie che faranno risparmiare 16 milioni di euro l´anno» e soprattutto «dimostrerà la fiducia del San Paolo nel futuro di Torino». Il primo banco di prova di quella fiducia non saranno però i caterpillar e le travi di acciaio del nuovo grattacielo ma l´atteggiamento della banca nella complessa partita Fiat: «Venerdì - annuncia Salza - incontreremo i responsabili delle altre banche che hanno sottoscritto il credito convertendo». Il San Paolo convertirà i debiti Fiat in azioni della società? «Non credo che sia necessario», ammette il banchiere dopo aver ripetuto la sua fiducia «nel futuro dell´azienda».

Salza si definisce «superottimista» e si vede. Annuncia che «quando verrà completata la linea di alta velocità con Milano, tutto lo scenario cambierà completamente perché avremo un Nord Ovest policentrico con due città che si raggiungono in meno di un´ora». Nel nuovo scenario Torino avrà un nuovo ruolo e forse la tradizionale divisione tra industria e finanza che ha caratterizzato il bipolarismo tra Piemonte e Lombardia verrà superata. Per questo è possibile immaginare che il polo assicurativo nazionale trovi sede a Torino. E per questo Salza disegna già da oggi un nuovo ruolo per il San Paolo del futuro. Parla di «una banca sempre più internazionale che, grazie ai suoi partner, è in grado di seguire il cliente nelle operazioni in Cina come in Sudamerica. Dal nostro centro di controllo di Moncalieri - conclude il presidente - riusciamo ad avere il polso del mondo».

Con questi progetti Salza si propone di «passare alla storia» come numero uno del San Paolo. Infastidendo un po´ Enzo Ghigo, che sta seduto allo stesso tavolo degli oratori e che a un certo punto sbotta: «Io non ho l´abitudine di monopolizzare i dibattiti». Una cattiveria di cui Salza non si accorge. O finge di non accorgersi. Il presidente della banca fa anzi gli auguri al governatore: «Sperso di inaugurare con lei la prima tratta dell´alta velocità con Milano, nell´autunno del 2005». Come fa Salza ad essere tanto sicuro che Ghigo verrà rieletto, la prossima primavera, alla guida della Regione? «Lui - risponde il banchiere indicando Ghigo - non ha problemi».

Paolo Griseri

 
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