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22.09.2004 - «Torino in prima fila per la tv digitale»
«Torino è in prima fila per la rivoluzione digitale nella televisione, come lo è stata nelle due precedenti», l’ingegner Auro Artom si dice sicuro di questo primato a conclusione del convegno organizzato ieri dall’Aict (Associazione Comunicazioni e Tecnologie dell'Informazione) della federazione di Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Informatica e Telecomunicazione (Aeit) Sezione di Torino.

Le due rivoluzioni precedenti? «Il passaggio dal Vhf all’Uhf negli anni sessanta con l’avvento del secondo canale e poi del colore a metà anni settanta», spiega Artom. A Torino si fecero le sperimentazioni, i collaudi e di qui si diede il via ai nuovi segnali. Un percorso analogo si è fatto e si sta facendo per il digitale: nel Centro ricerche Rai di corso Giambone si lavora per la Rai del futuro, e non solo. E’ del luglio scorso la presentazione del portale «Piemonte on air», il portale digitale terrestre della Regione, presentato dal governatore Enzo Ghigo e dal vice William Casoni dinanzi al ministro Gasparri e al direttore generale Rai, Cattaneo. Un portale che offre informazioni, banche dati e anche servizi interattivi. Tra questi la «Tele anziani» che consente di richiedere assistenza domiciliare e/o di prenotare visite mediche.

Ma la cara vecchia Rai è in buona compagnia nel fare da motore per l’affermazione della tv dell’auspicato pluralismo, dell’interattività, dell’utilità: nel capoluogo piemontese ci sono competenze, capacità e vocazioni. E ieri si sono viste partecipi e numerose al convegno svoltosi presso l'Auditorium di Telecom Italia Lab, in via Reiss Romoli, Con i rappresentanti del governo, degli enti pubblici, del mondo imprenditoriale e accademico c’erano tecnici, installatori, fornitori di servizi, operatori di emittenti locali.

«Uno scenario coinvolgente, con enormi prospettive di lavoro e di business, sia per le realtà locali, sia per il mercato nazionale», aggiunge Artom. Un esempio: in un certo numero di anni, si cambieranno i vecchi televisori, come capitò nelle due precedenti rivoluzioni. In Italia attualmente si calcola che siano 40 milioni. «Facciamo una media di 300 euro l’uno..., fa dodici miliardi di euro», calcola l’ing. Artom.

E i primati di Torino? «La città più informatizzata d’Italia», annuncia il dirigente del Comune, Alessandro Battaglino. «Torino ha avviato da dieci anni progetti e investimenti per cablare la metropoli, ha incentivato la comunicazione tecnologica, che le imprese hanno fatta propria. Qui c’è questa cultura, ed è una caratteristica forte nel presentarsi agli investitori stranieri», ha sintetizzato il presidente di Itp, Marco Boglione.

Nella tavola rotonda si sono confrontati anche rappresentanti di Provincia (Giovanni Ferrero), Regione (Guido Giraudo), Torino Wireless (Alessia Costa), Telecom Italia (Giuseppe Aiello), Csi (Pietro Bizzotto), Centro ricerche Rai (Gino Alberico), emittenza privata (Sergio Rogna). Dal professor Vannucchi, presidente Aict, le spiegazioni in termini semplici della tv digitale e delle sue applicazioni sui diversi mezzi: satellite, canali televisivi analogici, doppino telefonico con tecniche xDsl, fibre ottiche. In particolare, la televisione digitale terrestre (che è un’applicazione della tv digitale) può catalizzare convergenze tra televisione, telefonica e Internet. Vasti i campi di utilizzo e con dimensioni che aumentano scendendo a contatto con le realtà locali. Si pensi ai servizi che potrebbero fornire le tv locali - ha semplificato Rogna - nel dare informazioni sul traffico in tempo reale agli automobilisti in coda sulla tangenziale.

L’iniziativa voleva anche allargare l’informazione alla città di tutti i giorni, ha aggiunto Artom. L’ing. Paolo Vigevano, consigliere del ministero per l'Innovazione e le Tecnologie, ha apprezzato: «Col digitale viviamo un’importante fase di crescita del Paese». E’ il terzo appuntamento del genere in Italia, uno si era svolto a Roma e l’altro a Milano.

Luciano Borghesan

 
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