contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  
 
 
 
Torino 5 maggio 2005   english   help   contatti   mailing list
 
 
Temi Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Editoria
Agenda
Associazione
Piano Strategico
 
 
Home | Cultura, turismo, commercio e sport | Rassegna stampa
 
 
 
 
25.03.2005 - Noi, torinesi con lode
Cose da non credere: un taxista che conosce la città meglio di una guida turistica, una commessa che sembra uscita dall'Accademia, un albergatore che si prende cura dei clienti come fossero vecchi amici, una barista-architetto che conosce a menadito le evoluzioni della città. Sembrano personaggi finti e invece sono alcuni dei neodiplomati ai corsi «Torino Yes! - Torinesi con lode», ciclo di incontri di formazione per taxisti, operatori del settore alberghiero, della ristorazione e del commercio organizzati da Provincia, Comune, Camera di commercio e Torino Internazionale. Una serie di lezioni gratuite per l'accoglienza turistica rivolte a tutti gli operatori che lavoreranno a stretto contatto con il pubblico in arrivo per i Giochi Invernali.

L'idea è quella di formare e stimolare alcune categorie professionali a dare un'immagine diversa da quella che racconta i torinesi come chiusi e scorbutici e la città come provinciale e per nulla pronta a presentarsi come città turistica. E i primi risultati sembrano essere sorprendentemente buoni.

«Il motto del buon taxista è la disponibilità - dice Marco Musso, 43 anni -, meglio se sostenuta da una buona conoscenza della città e dei suoi cambiamenti e da qualche elemento di inglese per poter comunicare con tutti». Ed ecco che i corsi di Torino Yes! danno i loro frutti: «Spero che questo sia solo l'inizio: abbiamo delle ricchezze incredibili, sia dal punto di vista artistico che storico, ma dobbiamo conoscerle bene e saperle comunicare».

Marco sottolinea l'importanza della categoria nella fase dell'accoglienza: «Spesso il primo contatto dei turisti con una nuova città è proprio quello con i taxisti: è fondamentale dare subito una buona impressione. Speriamo che non succeda come alle Olimpiadi di Atene, dove hanno bloccato le corsie preferenziali per tutta la durata dei Giochi: siamo pronti per l'evento, ma non dimentichiamoci di chi, nel frattempo, continua ad avere la necessità di muoversi con noi».

I temi degli incontri sono organizzati su due percorsi: la formazione sul territorio di Torino e Provincia e la formazione linguistica di base (inglese). «Non so se riuscirò mai a sfoggiare quello che ho imparato - dice Daniela Cargnino, 43 anni, commessa in un negozio d'abbigliamento - ma è comunque importante conoscere la nostra storia e le nostre ricchezze, essere pronti a qualsiasi domanda e curiosità». Daniela ha seguito i corsi sull'offerta turistica e culturale e sulle evoluzioni urbane: «Bisognerebbe che tutti seguissero almeno un ciclo di lezioni: chi viene qui per la prima volta deve sentirsi come a casa. Vorrei che i turisti non pensassero che siamo chiusi e poco comunicativi, o che questa è una città grigia: a Torino si ride e ci si diverte. È ora che tutti lo sappiano».

Intanto qualcosa sta già cambiando: «Fino a pochi anni fa di turisti non ne vedevo neanche uno - racconta Gianni Scudiero, proprietario dell'omonimo hotel in corso Casale -, ora arrivano dall'Australia, dal Canada, dagli Stati Uniti e dall'Italia». Gianni ha seguito i corsi sul controllo qualità e miglioramento dei servizi e sulla trasformazione della città: «Prima di iniziare ero demotivato, quasi pensavo di cambiare lavoro: adesso ho imparato a non fossilizzarmi e ho scoperto cose per migliorare il servizio che mi hanno dato nuovi stimoli e una rinnovata passione».

E allora via con il servizio biciclette, la biblioteca «book crossing», la bacheca di informazioni turistiche e tanti miglioramenti, perché «a volte anche per scoprire l'acqua calda c'è bisogno di uno stimolo». E' un architetto convertito alla ristorazione Sabina Pautasso, 51 anni, che gestisce con il marito il bar Garibaldi, in via Garibaldi: «Dopo aver lavorato tanti anni all'estero sapere cosa succederà a Torino mi pare fondamentale. Un'iniziativa come i corsi Torino Yes dovrebbe essere estesa a quante più persone possibile, per lasciarci definitivamente alle spalle l'idea di immobilità che troppo spesso comunichiamo e per capire che i clienti non hanno bisogno di tanto, solo un minimo d'attenzione e di rispetto».

Di una cosa è certa Sabina: «Dobbiamo ricordarci che i monumenti, i musei, le bellezze di una città con il tempo si dimenticano: sono le persone e i contatti umani che non ti abbandoneranno mai».

Monica Perosino

 
 © Torino Internazionale 2004-2006. Tutti i diritti sono riservati.