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30.06.2005 - "Mai più missioni sparse"
Poche risorse, molto lavoro da fare per conquistare spazi sui mercati internazionali e necessità di razionalizzare la "macchina" della promozione delle imprese fuori dai confini. Questi i tre punti all´ordine del giorno del tavolo di concertazione tra Regione, enti, sistema camerale e associazioni di categoria, convocato oggi in corso Stati Uniti. Prima occasione di confronto tra l´assessore alla Ricerca, Innovazione e Internazionalizzazione della giunta Bresso, Andrea Bairati, e circa 200 rappresentanti degli organi che si occupano di export, tra cui enti locali, Camere di Commercio, Centro Estero, consorzi, sportello Sprint e associazioni di categoria. Un numero di enti consistente, forse esagerato. Troppe teste, troppe iniziative che si sovrappongono e poche risorse pubbliche che, tra l´altro, dopo il 2006, potrebbero ancora diminuire.

Il budget della Regione oggi è di circa 4 milioni, di cui un milione stanziato dall´Unione Europea. Quattrini che servono per finanziare, con una copertura che va dal 50 all´80%, le iniziative dei vari soggetti che si occupano di export. Missioni - se ne contano oltre 300 ogni anno - e progetti ad hoc su marchi o filiere - come nel caso di "From Concept to Car" per la componentistica auto - . «Bisogna vedere come finirà la discussione aperta a Bruxelles - sottolinea Bairati - ma è presumibile che ci saranno meno soldi. E´ quindi necessario riordinare il settore, evitare la frammentazione se si vuole essere competitivi, risparmiando e facendo economie di scala». In pratica decidere cosa fare, chi lo fa e come lo fa. Non solo. «Il problema non è nuovo - aggiunge l´assessore - : si sono create una serie di "scatole" che lavorano autonomamente, ora bisogna ricondurle ad un disegno comune, sotto uno stesso tetto».

Dopo la riunione, la Regione varerà il disegno di legge per creare il "nuovo" Centro Estero, primo passo per costruire una "casa comune". «Una società partecipata dalle Camere di Commercio e dalla Regione - sottolinea Bairati - in cui entreranno le associazioni di categoria, gli enti, mettendo insieme risorse e professionalità. Anche l´Itp, che si occupa di attrarre investimenti in Piemonte, potrebbe confluire». Polo a cui spetterà il coordinamento delle iniziative in campo internazionale, mentre strategie e valutazione dei risultati rimangono alla Regione. «Insieme agli enti metteremo a punto un piano strategico pluriennale che deve rispondere a tre domande essenziali: Quali mercati? Quali settori? Quali strategie?». Operazioni che il Piemonte potrebbe non condurre da sola ma con altre regioni, come la Valle d´Aosta e la Liguria, con cui ci sono già stati contatti.

Associazioni ed enti sono d´accordo, anzi, spingono perché la nuova macchina si metta al più presto in moto. «E´ ora che si crei un sistema del Nord-Ovest - spiega Sergio Dosio, direttore dell´Unione industriale di Torino - perché l´internazionalizzazione è un´attività che non si improvvisa, costosa e fondamentale. Punto di partenza non può che essere il Centro Estero e le Camere di Commercio, che rappresentano tutto il sistema produttivo. Basta con i doppioni. In Cina sanno a stento cos´è l´Italia, per non parlare del Piemonte. Se non ci si organizza bene si è tagliati fuori».

Prove tecniche di sinergia esistono. Unione ed Api, ad esempio, lavorano insieme su alcune missioni. «Sarebbe un controsenso non farlo - aggiunge Sergio Rodda, presidente delle piccole e medie imprese di Torino - perché aggredire un Paese in ordine sparso non serve. Abbiamo da poco firmato un accordo con il Perù, prima passo per un viaggio il prossimo anno. Allargheremo l´invito anche ad altre associazioni per fare massa». Il direttore dell´ufficio Ice del Piemonte, Claudio Pasqualucci, si spinge oltre: «Non basta solo un coordinamento, ma uno sportello unico. Struttura, magari ramificata con più uffici, dove le aziende interessate ai mercati esteri vengono instradate verso enti e progetti. Il Piemonte diventerebbe un esempio per altre Regioni, dove la situazione è ancora più frammentata».

D´accordo Michele Sabatino, segretario di Cna Piemonte: «Nuova società e sportelli sarebbero un passo avanti, ma è necessaria anche un riordino delle leggi sui fondi: più flessibili, organizzati con un meccanismo rotativo». Per Piergiorgio Scoffone, responsabile export di Artigianato Casa «Sì al coordinamento, ma è necessario più controllo sulla riuscita delle iniziative: non è sufficiente organizzare missioni se poi non ci sono ritorni». Secondo Giuliano Lengo, direttore del Centro Estero, «il successo dell´internazionalizzazione dipende da una buona organizzazione tra gli enti, ma anche da adeguate strategie, che diano vita a progetti di aggregazione tra imprese e di filiera».

La macchina pensata da Bairati convince anche se al puzzle manca solo un pezzo: le banche. Un punto che anche per l´assessore è fondamentale: «In questa nuova struttura si devono coinvolgere gli istituti e soprattutto il San Paolo, ramificato in tutto il mondo. Banca che può diventare un valido supporto per le imprese».

Diego Longhin

 
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