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03.10.2005 - Torino capitale del design. Una festa mondiale nel 2008
La sfida è ambiziosa: saldare il nome di Torino con il design piemontese e nazionale, in tutte le sue declinazioni, utilizzando le eccellenze sul territorio come trampolino di lancio verso nuove forme di ricerca e di successo internazionale. E’ molto più di una scommessa. C’è una data, il 2008, e un’occasione che più ufficiale non si potrebbe. Per quell’anno Torino si è aggiudicata la nomination, prima nel suo genere, di «Capitale mondiale del Design». La consacrazione è avvenuta venerdì a Copenaghen nell’ambito della 24ª Assemblea generale dell’Icsid - l’Associazione che raccoglie i principali attori del design internazionale (studi, imprese, istituti di formazione) - alla quale ha partecipato una delegazione torinese guidata dal sindaco Sergio Chiamparino. Presenti al seguito del primo cittadino, tra gli altri, Mario Molineri, membro del «board» di Icsid, e Lorenza Pininfarina, presidente del Gruppo Carrozzieri Anfia. Obiettivo: ricevere l’imprimatur ed imbastire un percorso di eventi che si snodi come un «fil rouge» fino al 2008, l’anno in cui la città finirà ancora una volta sotto i riflettori internazionali.

Non solo. Si è già messo in moto il meccanismo volto alla realizzazione di un «Design Center» ispirato a quelli presenti in alcune grandi capitali europee, a partire da Copenaghen, nel quale il design non si riduca a pura vetrina dei risultati ottenuti ma diventi scuola, occasione di ricerca e sperimentazione continua. Possibilmente con il coinvolgimento del pubblico. Il senso è quello di una struttura interattiva dove «fare design», partendo dalla tradizione torinese e piemontese, con il contributo di tutti i soggetti che hanno voce in capitolo: dal Politecnico, forte dei corsi di disegno industriale e di progetto grafico virtuale, alle aziende più e meno blasonate. Senza dimenticare l’apporto dei giovani designers, impegnati nella difficile ricerca di un terreno sul quale esercitare le loro potenzialità espressive. Soddisfatto il sindaco. «E’ un progetto ancora da definire, preceduto da una serie di eventi che andranno riletti in quest’ottica», ha spiegato Chiamparino poco dopo l’investitura a Copenaghen. Il riferimento è al 2006-2007, quando Torino diventerà Capitale mondiale del Libro, ma anche al Congresso mondiale degli architetti in agenda, guarda caso, nel 2008. Come ricorda Claudio Germak, docente di Disegno Industriale al Politecnico, un altro volano, il primo in ordine di tempo, è rappresentato dalla mostra «Piemonte Torino Design» organizzata sempre a Torino dal 26 gennaio al 19 marzo 2006.

Si parte da una premessa, anzi due. Prima: il «Design Center» verrà pensato come una struttura permanente destinata a soppravvivere al 2008, l’anno della candidatura. Seconda: lo sguardo sull’universo del design «made in Italy» deve essere il più vasto ed aggiornato possibile. Torino e le sue auto, d’accordo, ma anche i distretti industriali piemontesi letti in un contesto nazionale. Un taglio che stuzzica i big del settore. «Ottima la nomination, specie se è l’occasione per lavorare su obiettivi a lungo termine - commenta Andrea Pininfarina, vicepresidente di Confindustria e amministratore delegato della Pininfarina Spa -. E’ fondamentale individuare talenti, emancipandoci dalla necessità di guardare all’estero. Aprirsi ad altre culture è un bene, ma non si può prescindere da una base forte sul territorio».

Centrato il traguardo della «nomination», ora si tratta di definire un percorso che culmini nella realizzazione del «Design Center», il centro di gravità intorno al quale articolare l’insieme delle manifestazioni. La partita è affidata a un Comitato direttivo composto da Palazzo Civico, Regione, Provincia, Camera di Commercio, l’Associazione dei designers italiani (Adi), le università. Più le Fondazioni: Crt e Compagnia di Sanpaolo. Da parte sua, Palazzo Civico si è già attivato su due fronti: 300 mila euro saranno messi in conto a Torino Internazionale come investimento diretto per fronteggiare questo ed altri progetti; intanto è già partita la richiesta di finanziamento all’Ue per quattro milioni di euro. Nell’occasione, il sindaco si è sbilanciato anche sui terreni che potrebbero ospitare il «Design Center». Due le ipotesi: destinare alla nuova missione parte dell’area di Mirafiori prossima ad essere rilevata dagli enti locali o puntare sulle ex-fonderie Fiat localizzate lungo la cosiddetta «Spina3», una fra le aree a più alto tasso di trasformazione urbanistica in città. La partita è appena agli inizi.

Alessandro Mondo

 
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