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05.10.2005 - Porte sempre più aperte ai designer
Torino è stata designata in questi giorni World design capital per il 2008 da parte di Icsid (International council of societies of industrial design). Un premio alla sua forte tradizione nel design, grazie anche a una formazione e una ricerca di alto livello.

In reatià, fin dagli anni 50 il Piemomente ha sviluppato la cultura del design investendo in formazione a partire dal settore dell'automotive. Fino agli anni 90 la specializzazione ha seguito percorsi diversi: il distretto dell'auto a Torino e dell'elettronica di Ivrea, in particolare, hanno creato al loro interno modelli formativi adatti alle specificità dei sellori.

Ma negli ultimi vent'anni alle scuole tecniche professionali pubbliche o interne alle grandi industrie piemontesi si sono affiancati altri istituti, tra cui lo Ied (Istituto europeo di design), lo Iaad (Istituto di arti applicate al design), i corsi di laurea in disegno industriale e i master del Politecnico.

Allo Ied di Torino si punta sui settori del transportation design, interior design, industrial design. Sono attivati corsi triennali postdiploma. di formazione serale intensiva e percorsi di formazione posi laurea. Sono 232 gli studenti dell'ultimo triennio: l'87% trova lavoro a sei mesi dal diploma. «L'85 per cento dei nostri docenti sono professionìsti del settore — sottolinea Cesar Mendoza direttore Ied —, a vantaggio dell'insegnamento pratico. I corsi condividono programmi di ricerca con aziende nazionali e internazionali come Ferrari, De Agostini, Fiat, Lavazza, Wnirpool».

L'Istituto di arti applicate, invece, è stato il primo ad attivare un corso in architettura della carrozzeria, oggi frequentato da allievi provenienti da tutto il mondo: quattro le specializzazioni: transportation design, industrial design, architettura d'interni e graphic design. Conta 100 studenti iscritti ogni anno di cui l'80% trova occupazione nel settore. «Da quest'anno — illustra Laura Milani, direttrice dello Iaad — rilasciamo anche un bachelor degree in Science of design, un titolo europeo, unico in Italia, accreditato dall'Eabhes (European accreditation board of higher education schools)».

«Diverso l'approccio all'interno dell'università — spiega Claudio Germak, docente di disegno industriale del Politecnico di Torino — dove esiste una maggiore attenzione ai temi dell'innovazione come la sostenibilità, la produzione per componenti, il lavorare con le fonti di energia rinnovabili». - Oggi il Politecnico offre due lauree triennali, una in Disegno industriale e una in progetto grafico e virtuale; una laurea specialistica di secondo livello biennale, i master e una specializzazione di terzo livello attraverso il dottorato: i corsi (a numero chiuso) contano 1.000 iscritti.

Per collegare la formazione sul design al mercato, sempre più spesso le aziende organizzano stage e concorsi di progetto. Un'esperienza innovativa, al riguardo, è costituita dalla Tura, una community torinese di giovani designer nata a febbraio, che conta 300 giovani iscritti e offre l'opportunità di partecipare ai concorsi di progetto che vengono proposti all'associazione dalle aziende.

Per gli investimenti nel design, il settore dell'automotive resta trainante. «In particolare — sottolinea Lorenza Pininfarina, presidente del Gruppo Carrozzieri dell" Anfia — le aziende di questo distretto investono molto più del 3% previsto dal protocollo di Lisbona, talvolta con picchi del 30% del totale degli investimenti». Ma esiste anche una realtà industriale diversificata su altri distretti di altrettanta vivacità. «I distretti industriali piemontesi più interessanti a livello strategico — dichiara Germak — sono quelli potenzialmente coinvolti dal design, ad esempio il distretto del freddo di Casale dei produttori di frigoriferi da banco, in cui il design, unito alla tecnologia avanzata dei produttori potrebbe portare a innovative soluzioni».

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