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02.11.2005 - Idrogeno: Torino sta preparando l'alternativa al greggio
E' un progetto di lungo periodo, innovativo, che si muove su quattro piani: ricerca tecnologica, sviluppo immobiliare, e marketing territoriale e commerciale, quello attualmente allo studio dell'agenzia di sviluppo Torino Internazionale, che ne sta mettendo a punto le linee guida. Torino Internazionale vuole realizzare entro il 2011 una piattaforma europea per la filiera dell'idrogeno dove sviluppare tutti i passaggi della catena: dall'insediamento degli impianti per la produzione del combistibile alternativo fino alla commercializzazione dei prodotti per l'applicazione dell'energia ottenuta dall'idrogeno e la messa a punto di piccoli veicoli all'idrogeno a due e quattro ruote.

Il distretto industriale innovativo coniugherà meccanica, design e tecnologie navigando nella nuova frontiera delle energie alternative al greggio. Nei piani, la piattaforma servirà a tutto il ciclo della filiera dell'idrogeno, partendo dall'installazione degli ìmpianti per la produzione dell'energia alternativa, passando dalla produzione dei prodotti di applicazione e creando, allo stesso tempo, in anticipo, anche il mercato sia per l'idrogeno sia per i prodotti applicativi. Le parte immobiliare del progetto di Torino Internazionale prevede che tutti gli edifici industriali esistenti nell'area saranno obbligati a riconvertirsi all'utilizzo dell'energia ottenuta dall'idrogeno. Non solo, ma il mercato è allargato anche al circuito delle città sportive all'idrogeno riunite nell'ononima associazione cui Torino ha aderito a settembre.

L'associazione Città sportive all'idrogeno è nata a Valentia in occasione dell'America's cup e comprende anche altre città che ospiteranno le Olimpiadi, estive e invernali, di qui al 2012: dopo Torino (2006), Pechino (2008), Vancuver (2010), Londra (2012). "Il nostro interesse è economico", ha affermato Verri, "noi ci muoviamo affinchè gli imprenditori che desideranno di venire a insediarsi nella nostra area test a Torino abbiano la possibilità di produrre sapendo di avere un mercato già pronto, come è anche quello delle altre città nostre partner nel circuito dei l'idrogeno."

Nonostante sia un progetto a oggi solo sulla carta, e soltanto candidato a ottenere il supporto economico dell'Unione Europea, ha già attirato l'interesse di alcuni investitori esteri. In particolare inglesi e russi, perlopiù developer immobiliari e trader del settore dell'energia, secondo quanto ha fatto sapere Paolo Verri, il direttore di Torino Internazionale, agenzia per lo sviluppo che conta 122 soci tra istituzioni, enti pubblici, pubbliche amministrazioni (manca solo la regione Piemonte), associazioni di categoria, organismi culturali, oltre ai più bei nomi dell'industria piemontese, Fiat in testa, e le fondazioni bancarie Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, oltre ad alcune finanziarie come Ifil.

Il progetto, che si inserisce nel Secondo Piano Strategico per le sviluppo di Torino, si pone l'obiettivo di trasformare l'area ex industriale dismessa cittadina di 40 mila mq denominata Basse di Stura, in posizione strategica verso Milano, l'alta velocità, l'aeroporto di Caselle, sulla grande via dì trasporto intermodale che collegllerà Lisbona con Kiev, Lione con Trieste (il cosiddetto Corridoio 5), in un'area test per sperimentare meccanica ad alta tecnologia. In dettaglio, sarà qui che verranno messe a punto piccole vetture da città e veicoli a due ruote, motorini o biciclette a motore, rigorosamente alimentate a idrorogeno.

Non basta. Nella stessa area verrà costruita anche la prima Golf club house che provvederà al suo fabbisogno energetico grazie all'energia ottenuta dall'idrogeno applicata all'edilizia. Ancora. La piattaforma che Torino internazionale sta studiando avrà duplice veste: sarà al tempo stesso luogo di produzione dell'energia dall'idrogeno e contemporaneamente il suo mercato perché obbligatoriamente tutti gli immobili degli insediamenti industriali che ora insistono sull'area dovranno essere ristrutturati e riconvertiti all'uso dell'idrogeno come fonte di energia.

Concepito in questo modo il progetto trova la sua originalità sullo scacchiere europeo, secondo quanto ha affermato il direttore Verri, "il progetto Hy.Com 2011", ha spiegato il direttore di Torino Internazionale, "vuole sviluppare a Torino, con il supporto dell'Ue, una Hydrogen Community, un'area test dove far convergere gli sforzi dell'intera filiera produttiva dell'idrogeno: far nascere start-up dall'implementazione della ricerca, sviluppare imprese leader intemazionali nel settore delle fuel cell e nelle tecnologie legate all'idrogeno, attrarre capitali di investimento locali e internazionali». Come? «Utilizzando la leva fiscale, attraverso la riduzione dell'Ici», ha risposto Verri, "e azioni di marketing sia per la la comunicazione relativa ai prodotti della filiera. E, terzo elemento, di primaria, importanza, offrendo agli investitori un mercato già pronto por tutta la filiera dell'idrogeno, Che noi consideriamo esattamente un grande incentivo".

Queste le intenzioni al momento, anche se non è dato sapere di più perché il progetto è allo stato embrionale e vede coinvolti il Comune di Torino, la Regione Piemonte, l'Amiat (Azienda multiservizi igiene ambientale Torino) e la Smat (Società metropotitana Acque Torino). Riguardo gli incentivi agli investitori, Verri non esclude altre ipotesi, ma non sono ancora delineate. La possibilità di agire sulla riduzione dell'imposta comunale sugli immobili e tutta da verificare, vista i tagli dei trasferimenti previsti dalla Finanziaria che asottìgliano ancora di più le già esangui casse dei comuni.

«Le agevolazioni per chi produce sono chiare», ha sottolineato il direttore di Torino Internazionale, "creare il mercato per i prodotti innovativi relativi all'energia ricavata dall'idrogeno direttamente nell'area del test. A questo si aggiunge un altro incentivo che consiste, nei programmi, nell'azione di promozione dell'area test attraverso attività di marketing congiunto insieme alle aziende che verranno a insediarsi nell'area test. Inoltre, fa sapere Verri, "Torino Internazionale attiverà l'azione di marketing e di comunicazione sulle tecnologie, il prodotto finito e il prodotto territoriale. È questo per noi è un ulteriore incentivo per chi intende investire nel nostro progetto". Dunque, anche se in ritardo, Torino, città capitale dell'automobile, ha deciso di sperimentare l'idrogeno come combustibile alternativo e di creare piccole city car e mezzi a due ruote alimentati a idrogeno. Tecnologìa e meccanica da combinarsi insieme nelle piccole dimensioni. Operazione non facile che richiede il ricorso al design, terza gamba progettuale del grande distretto sulla cui creazione sta lavorando Torino Internazionale.

La forza del progetto è che la città conta dal 2004 il primo laboratorio sull'idrogeno d'Italia, l'Hysylab, che fa parte dell'Environment Park, associazione che controlla il parco tecnologico della città (associato a Torino Internazionale) che sta esaminando le competenze di tre imprese, tre società della filiera produttiva dell'idrogeno: la prima produce fuel cell, la seconda implementa le tecnologie e la terza le commercializza.

Potrebbero insediarsi nel distretto industriate innovativo che coniugherà meccanica, design e tecnologie navigando nella nuova frontiera delle energie alternative al greggio. "L'energia è il territorio dove verranno fatti i maggiori investimenti nel futuro", ha concluso Verri, "l'energia è tema globale e locale al tempo per tutte le città. O la si compra o si tenta di produrla e di rivenderla. Noi ci stiamo muovendo in un doppio tavolo, nazionale e internazionale. I nostri obiettivi coincidono con quelli della Commissione Ue che sta individuando in Europa tre-quattro-cinque siti dove realizzare Hy.Coms, communities per Idrogeno che hanno il compito di produrre e utilizzare nuove forme energetiche sostenibili. La regione Piemonte candiderà Torino e l'area Basse di Stura, Borgaro e Settimo Torinese come una di queste Hy.Coms europee»

Simonetta Scarane

 
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